Situazione degli EDUCATORI LAUREATI in SCIENZE DELL’EDUCAZIONE e PEDAGOGIA impiegati nei PRESIDI E NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI, comunicato APEI-Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani, 29.12.2018

COMUNICATO STAMPA APEI 29/12/2018
RISOLTA DEFINITIVAMENTE la situazione degli educatori laureati in Scienze dell’ Educazione e Pedagogia impiegati nei PRESIDI E NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI.

L’APEI (Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani), maggiormente rappresentativa della categoria professionale, ringrazia Camera e Senato per aver risolto, con il comma 275 della legge finanziaria, la problematica in cui migliaia di laureati in Scienze dell’Educazione sono venuti a trovarsi in seguito al Decreto Legge 520/98 che abilitava alla professione di Educatore Professionale esclusivamente i laureati presso la facoltà di medicina.
A causa del Decreto sopra richiamato e ad una sua scorretta interpretazione, migliaia di educatori di Scienze dell’Educazione, rischiavano il licenziamento, il mancato rinnovo dei precari contratti di lavoro o degli incarichi, l’esclusione dai concorsi di area sanitaria. Con il decreto Lorenzin, inoltre, le posizioni di lavoro dei laureati di scienze dell’educazione, all’interno di strutture private socio-sanitarie, convenzionate con le ASL, sono risultate sempre più a rischio anche a causa di una pressante campagna di iscrizione obbligatoria all’ALBO degli Educatori Professionali, in cui in maniera fuorviante non si precisava la laurea SNT2 (Educatori Professionali Sanitari) o la laurea L19 (Educatori Professionali Sociopedagogici).

Con il comma 275, oggi viene messa finalmente la parola fine alla condizione di subalternità professionale e scientifica e si festeggia la definitiva autonomia rispetto all’ Educatore Professionale sanitario, per la chiara prevalenza degli aspetti socio-educativi e pedagogici, esercitati dagli educatori L19 anche in ambito socio sanitario.

Pur riconoscendo la valenza degli Educatori Professionali sanitari, che continueranno a fare il loro lavoro, evidenziamo le competenze scientifiche e metodologiche dei professionisti socio-pedagogici, presenti nei servizi sanitari da decenni. Si tratta, infatti, di professionisti che hanno apportato importanti contributi, sui quali il Servizio Sanitario Nazionale ha investito per molti anni, seppur con minime risorse economiche per la retribuzione e che hanno contribuito alla crescita dei servizi stessi.
Alcune collaborazioni professionali tra educatori e servizi sanitari, risalgono ad ancora prima dell’entrata in vigore del DM 520/98 e molti di questi lavoravano in tali ambiti da periodi antecedenti all’istituzione degli stessi corsi di laurea per educatore professionale sotto la facoltà di medicina; altri ancora, prima che tali corsi finissero di formare i nuovi laureati. Inoltre, in tantissime regioni italiane il corso di laurea per EP sanitari non sono nemmeno presenti, pertanto, nei servizi delle aziende sanitarie locali, si è sempre provveduto a coprire il ruolo di “educatore” mediante i laureati provenienti dai corsi di scienze dell’educazione, con ottimi risultati in termini di qualità ed efficienza dei servizi resi.
Va sottolineato che gli educatori di scienze dell’Educazione, conformemente al DLgs 502/92, Art. 3-octies, hanno sempre operato nel socio sanitario. Inoltre, nella stessa normativa regionale che definisce le norme di accreditamento delle strutture convenzionate è detto esplicitamente che la figura abilitata è “l’educatore”.
A proposito della definizione di educatore, il decreto Ministeriale del 16 marzo 2007 definisce in tale modo gli ambiti di sbocco professionale dei laureati in scienze dell’educazione (Classe L-19): sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea sono in attività di educatore e animatore socio-educativo nelle strutture pubbliche e private che gestiscono e/o erogano servizi sociali e socio-sanitari (residenziali, domiciliari, territoriali) previsti dalla legge 328/2000 e riguardanti famiglie, minori, anziani, soggetti detenuti nelle carceri, stranieri, nomadi, e servizi culturali, ricreativi, sportivi (centri di aggregazione giovanile, biblioteche, mediateche, ludoteche, musei, ecc.) nonché servizi di educazione ambientale (parchi, ecomusei, agenzie per l’ambiente, ecc.); sbocchi occupazionali sono anche in attività professionali come formatore, istruttore o tutor nei servizi di formazione professionale e continua, pubblici, privati e del privato sociale, nelle imprese e nelle associazioni di categoria; come educatori nei nidi e nelle comunità infantili, nei servizi di sostegno alla genitorialità, nelle strutture prescolastiche, scolastiche ed extrascolastiche, e nei servizi educativi per l’infanzia e per la preadolescenza.

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Servizi sociali ed educativi: documentazione

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