La Gioventù Studentesca (GS) fu un movimento cattolico rivolto soprattutto agli studenti delle scuole superiori, nato nell’ambiente dell’Azione Cattolica milanese e sviluppatosi tra la metà degli anni Cinquanta e la crisi del 1968. La sua vicenda è importante perché da essa, attraverso una fase di crisi e riorganizzazione, nascerà Comunione e Liberazione.
Origini e fondazione
È necessario distinguere due momenti:
- una prima Gioventù Studentesca era stata fondata nel 1945 da Giancarlo Brasca, nell’ambito della Gioventù Italiana di Azione Cattolica;
- l’esperienza fu poi rifondata e profondamente rinnovata da don Luigi Giussani tra il 1953 e il 1954. Per questo molte ricostruzioni indicano il 1954 come l’anno di nascita della GS di Giussani. cite
Nel 1954 Giussani lasciò l’insegnamento in seminario e iniziò a insegnare religione al Liceo classico Giovanni Berchet di Milano. Il suo obiettivo non era limitarsi all’insegnamento catechistico, ma incontrare gli studenti nel loro ambiente quotidiano e mostrare il cristianesimo come esperienza capace di interpretare l’esistenza, la cultura e la società. Treccani ricorda infatti che proprio dalla GS, sotto la guida di Giussani, sarebbe sorto nel 1969 il movimento di Comunione e Liberazione. cite
La GS si distingueva dall’Azione Cattolica tradizionale per alcuni aspetti innovativi:
- era organizzata come apostolato d’ambiente, soprattutto nella scuola, e non soltanto come associazione parrocchiale;
- riuniva insieme ragazzi e ragazze;
- cercava di coinvolgere studenti anche lontani dalla pratica religiosa;
- proponeva una presenza cristiana aperta alla cultura contemporanea, alla letteratura, all’arte, al cinema e ai problemi sociali.
La storiografia ha sottolineato che la GS non può essere ridotta a un movimento integralista o semplicemente antimoderno: fu influenzata dalla Jeunesse étudiante chrétienne francese e belga e da correnti teologiche come quella di Henri de Lubac. Il suo tratto caratteristico fu il tentativo di coniugare identità cattolica e confronto con la modernità. cite
Il metodo della GS
La vita del movimento si articolava principalmente intorno a tre dimensioni:
- Cultura: incontri, discussioni, letture e iniziative pubbliche per verificare la fede nel rapporto con la realtà.
- Carità: attività concrete a favore di persone povere o emarginate, tra cui bambini, anziani, persone con disabilità e famiglie in difficoltà.
- Missione: apertura verso il mondo e desiderio di portare l’esperienza cristiana al di fuori degli ambienti ecclesiali.
Il momento tipico della vita del gruppo era il “raggio”, una riunione periodica di studenti destinata alla formazione e alla discussione. Non era semplicemente una lezione religiosa: doveva essere uno spazio nel quale i giovani mettessero alla prova la proposta cristiana dentro le proprie esperienze personali e scolastiche. cite
Un ruolo significativo ebbe anche il periodico Milano Studenti, pubblicato dal 1958 al 1963. La rivista trattava la vita scolastica e associativa, ma anche letteratura, cinema, teatro, arte, attualità e missione, mostrando l’ampiezza degli interessi culturali della GS. cite
La crescita negli anni Sessanta
All’inizio degli anni Sessanta la GS si diffuse rapidamente nelle scuole milanesi e in altre città vicine. Il movimento tentava di rispondere a una trasformazione profonda della società italiana: urbanizzazione, scolarizzazione di massa, sviluppo industriale, diffusione dei mezzi di comunicazione e crescente secolarizzazione.
Un’esperienza particolarmente importante fu quella missionaria in Brasile. Nel 1960 Giussani visitò il Paese insieme a monsignor Aristide Pirovano; nel 1961 alcuni giovani della GS si recarono a Belo Horizonte, dove cercarono di ricostruire l’esperienza del movimento in ambito scolastico. Dal 1962 operarono anche nella favela Vila Operária, impegnandosi in attività educative, catechistiche e assistenziali. cite
L’esperienza brasiliana ebbe un duplice significato:
- rappresentò un tentativo di trasformare la GS in una realtà missionaria internazionale;
- mise i giovani davanti a problemi come povertà, disuguaglianza, analfabetismo e dipendenza sociale, alimentando discussioni sul rapporto tra carità cristiana e cambiamento delle strutture sociali.
Queste esperienze mostrano che la GS non era estranea ai fermenti sociali degli anni Sessanta. Tuttavia, il suo orientamento rimaneva diverso da quello dei movimenti cattolici più direttamente politicizzati, come la Gioventù Universitaria Cattolica o l’Azione Popolare.
La crisi del 1965 e il Sessantotto
Il passaggio decisivo avvenne nel 1965, quando Giussani lasciò la guida diretta della GS, in seguito alle tensioni con le autorità ecclesiastiche milanesi, e si recò negli Stati Uniti per un periodo di studio. La direzione passò a don Vanni Padovani. Secondo gli studi sull’esperienza brasiliana, questo cambiamento contribuì alla formazione di orientamenti diversi all’interno del movimento: alcuni gruppi rimasero legati al metodo originario di Giussani, mentre altri accentuarono l’impegno sociale e politico. cite
La crisi della GS si collocava dentro una crisi più ampia:
- il Concilio Vaticano II aveva modificato il modo di concepire la Chiesa e il ruolo dei laici;
- l’Azione Cattolica stava riformando strutture e finalità;
- tra gli studenti cresceva la contestazione dell’autorità scolastica, familiare, ecclesiastica e politica;
- molti giovani cattolici cercavano forme di impegno più direttamente rivolte alla trasformazione della società.
Nel 1968, di fronte alla contestazione studentesca, una parte degli aderenti alla GS si avvicinò ai movimenti della sinistra e all’impegno politico; altri ritennero invece che la politicizzazione rischiasse di subordinare l’esperienza cristiana a un progetto ideologico. La storiografia invita quindi a non presentare la vicenda come un passaggio lineare e pacifico da GS a CL: vi furono divisioni, abbandoni e forti discontinuità. cite
Tra il 1968 e il 1969 iniziò a imporsi il nome Comunione e Liberazione. Il nuovo movimento cercò di riprendere l’intuizione originaria della GS — la fede come esperienza comunitaria capace di investire tutta la vita — in un contesto ormai segnato dalla contestazione e dalla politicizzazione. cite
Significato storico
La GS può essere interpretata come un laboratorio del cattolicesimo italiano del dopoguerra:
- da un lato rimase dentro la struttura dell’Azione Cattolica e nella fedeltà alla Chiesa;
- dall’altro introdusse forme nuove di partecipazione giovanile, di presenza nella scuola e di confronto con la cultura;
- anticipò il protagonismo dei laici e l’apertura missionaria che caratterizzarono il cattolicesimo postconciliare;
- partecipò, seppure in modo originale e non assimilabile alla sinistra cattolica, alle inquietudini che sfociarono nella contestazione del 1968.
In sintesi, la GS degli anni Sessanta fu prima un movimento di formazione e presenza cristiana nella scuola, poi un’esperienza missionaria e sociale, infine una realtà attraversata dalla crisi del post-Concilio e dal conflitto tra fede, politica e contestazione. Da questa crisi nacque la riorganizzazione che avrebbe dato origine a Comunione e Liberazione.
Per approfondire il tema, il riferimento storiografico principale è Marta Busani, Gioventù Studentesca. Storia di un movimento cattolico dalla ricostruzione alla contestazione, Studium, 2016, una ricerca basata anche su documentazione archivistica inedita. cite
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