ORIOLI Alberto, Dodici presidenti. Vite da Quirinale da De Nicola a Mattarella, Il Sole 24 Ore, 2021

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https://www.ilsole24ore.com/art/vite-quirinale-de-nicola-mattarella-cosi-12-presidenti-hanno-rappresentato-l-italia-AEGDat1

Dodici Presidenti, dodici vite, ciascuna a modo suo eccezionale, in un Paese che non riesce ad essere normale, stabile, prevedibile. Come vorrebbe e forse come dovrebbe. E che finisce per essere sempre eccezionale suo malgrado. È l’anno di un curioso changeover: 75 anni di storia repubblicana al Quirinale, dove per i 75 anni precedenti ha esercitato i suoi poteri la monarchia dei Savoia.

Un battito di ciglia per la storia, ma interminabile per la pur giovane Repubblica italiana. Un Paese che contiene in sé l’eccezionalità di essere diventato, da agricolo, potenza manifatturiera e industriale, ormai saldamente al secondo posto in Europa dopo la Germania; l’esperienza di una terra di confine ideologico ai tempi della Guerra fredda e della Cortina di ferro in Europa che conosce l’epopea del più grande Partito comunista del continente; i drammi di una terra martoriata dalle mafie, mai troppo lontane da una deriva sovversiva dei servizi segreti deviati e da forze esterne sempre interessate a destabilizzare un Paese cruciale nella creazione della nuova identità europea. Un Paese troppo a lungo in balia di un terrorismo che ha osato l’inosabile con l’assassinio di Aldo Moro.

Visti dal Colle più alto delle istituzioni italiane, questi accadimenti creano un inevitabile filo di continuità negli atteggiamenti tenuti dagli inquilini del Quirinale. Una storia di avvicendamenti di Governi, di relazioni internazionali, di rapporti tra istituzioni sempre con lo scrupolo di non fare violenza a quella democrazia, prima germoglio con la Repubblica neonata, poi cresciuta nei diversi decenni, ma per la storia e i suoi tempi pur sempre un’esperienza appena cominciata.

Quella dei presidenti è la storia di un potere che non vorrebbe esserlo, ma che assume contorni estensibili a seconda delle circostanze istituzionali indotte dal peso del Parlamento e del Governo. E che esiste, eccome. E pesa.

Arbitro, garante, predicatore, suggeritore. Può oscillare tra un «re travicello», definizione citata da Vittorio Emanuele Orlando nella discussione alla Costituente, e un «capo spirituale della Repubblica», espressione di frontiera usata nel 1947 in un celebre discorso da Meuccio Ruini, presidente della Commissione dei 75.

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