Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica è il saggio di Serena Dandini pubblicato da Einaudi il 12 maggio 2026 nella collana Stile Libero Big.
Il libro, composto da 320 pagine, esplora il ruolo fondamentale, ma spesso reso invisibile, delle donne nella nascita della democrazia italiana. [1, 2, 3, 4]
Il testo non si presenta come un classico saggio accademico, bensì come un’«affettuosa genealogia» narrativa. La struttura si articola attraverso capitoli e racconti concentrati su singole protagoniste collegate tra loro, ripercorrendo i momenti chiave dal 2 giugno 1946 in poi. [5, 6]
- Le 21 Madri Costituenti: Il cuore del libro analizza il lavoro delle 21 donne elette nell’Assemblea Costituente. Si focalizza sulle loro battaglie per la stesura degli articoli della Costituzione italiana:
- Lina Merlin e la lotta per l’uguaglianza formale senza distinzione di sesso (Articolo 3).
- Teresa Mattei e il contributo all’Articolo 11 (l’Italia che ripudia la guerra).
- Nilde Iotti e la difesa della parità morale e giuridica dei coniugi all’interno della famiglia. [7, 8]
- Le Antenate e le Attiviste: Capitoli dedicati a intellettuali, sindacaliste e partigiane che hanno preparato il terreno prima del 1946. [9, 10]
- Le Eredi del Testimone: Ritratti di donne di spettacolo, giornaliste, giudici e parlamentari che hanno trasformato le prime storiche rivendicazioni in leggi concrete nei decenni successivi. [10, 11]
Le recensioni e i commenti della critica specializzata, apparsi su testate come La Repubblica, La Stampa e piattaforme come Libreriamo, evidenziano diversi punti di forza: [12, 13, 14]
- Stile narrativo unico: La critica loda la capacità di Dandini di coniugare il rigore storico a uno stile impertinente, ironico e scorrevole. Il libro riesce a trattare temi complessi come il patriarcato, l’oppressione sessista e la discriminazione senza risultare accademico o pesante. [3, 5, 6, 10]
- Valore della memoria storica: Viene definito un saggio prezioso perché colma una lacuna della storiografia italiana. Riporta alla luce figure straordinarie che la memoria collettiva aveva ingiustamente lasciato in secondo piano. [11, 12]
- Connessione con il presente: I recensori sottolineano come il libro non sia una sterile operazione nostalgia, ma un manifesto politico per il presente. Serve a ricordare che i diritti non sono acquisiti per sempre, ma vanno difesi quotidianamente. [8, 10]
- Giudizio dei lettori: Sulle piattaforme di vendita (es. Amazon Italia) il pubblico apprezza la struttura a racconti collegati, definendo il testo ideale per chi cerca una lettura informativa capace di mettere di buon umore nonostante la serietà dei temi trattati. [6, 15]
[4] https://www.culturabologna.it
[9] https://www.libreriauniversitaria.it
[13] https://www.repubblica.it
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