Il 29 gennaio 1958 l’Assemblea della Camera dei deputati approvò in via definitiva il disegno di legge della senatrice socialista Lina Merlin, con 385 voti a favore e 115 contrari. Questa storica votazione a scrutinio segreto concluse un iter parlamentare travagliato durato quasi dieci anni, portando poi alla promulgazione ufficiale della Legge 20 febbraio 1958, n. 75 (nota appunto come Legge Merlin). [1, 2, 3, 4, 5]
Punti chiave dell’approvazione del 29 gennaio 1958
- Il voto politico: I partiti si espressero a scrutinio segreto. A favore votarono principalmente la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il Partito Socialista e i repubblicani. Contrari furono i monarchici, i liberali, i neofascisti e i socialdemocratici. [1]
- Abolizione della prostituzione di Stato: Il provvedimento mise fine al sistema della prostituzione regolamentata dallo Stato italiano, disponendo la chiusura definitiva delle “case di tolleranza” (o case chiuse) entro i successivi sei mesi. [1, 3, 6, 7]
- Lotta allo sfruttamento: La legge smise di considerare la prostituzione in sé come un reato se esercitata privatamente e volontariamente. Introdusse invece severe sanzioni penali per il reato di sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione altrui. [4, 8]
- Tutela delle donne: La norma abolì le schedature sanitarie e i “libretti sanitari” obbligatori gestiti dalle questure, che marchiavano a vita le donne e ne limitavano i diritti fondamentali e la libertà di movimento. [9, 10, 11]
La legge fu successivamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 4 marzo 1958 ed entrò pienamente in vigore il 20 settembre dello stesso anno, determinando la chiusura di oltre 560 case di tolleranza attive sul territorio nazionale. [12, 13]
fonti informative
[3] https://www.festivalgadpesaro.it
[5] https://provincia.arezzo.it
[9] https://documenti.camera.it
[10] https://extremaratioassociazione.it
[11] https://provincia.arezzo.it
[12] https://www.accaddeoggi.it
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