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Draghi: per il riequilibrio dei conti serve un taglio del 7% della spesa – Il Sole 24 ORE

Il riequilibrio dei conti pubblici non è più «rinviabile». Per il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi «la crisi ha peggiorato le prospettive della finanza pubblica. Per questo non è più rinviabile un duraturo riequilibrio dei conti pubblici. Data l’elevata pressione fiscale, è inevitabile un significativo contenimento della spesa», ha sottolineato Draghi.

In particolare, calcola il governatore, la correzione necessaria per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 come previsto nel Def del Governo, se «effettuata solo dal lato delle spese, implica una loro riduzione del 7 per cento in termini reali». Un risultato, osserva Draghi, «conseguibile solo se vi concorreranno tutte le principali voci».

Draghi: per il riequilibrio dei conti serve un taglio del 7% della spesa – Il Sole 24 ORE.


2 commenti

  1. Emilio Odescalchi ha detto:

    La scoperta dell’ovvio! Quando il massimo dei ricavi ottenibile da tasse, dirette indotte, indirette, balzelli eccossivia ( la pressione fiscale secondo alcuni economisti è al 48% del Pil, secondo altri è al 52%), il popolo pagatore è spremuto al punto da non rendere interessante lavorare/fatturare di più. In fase di recessione, con costo della vita che aumenta (Cfr. energia ec.), cosa fare se non tagliare i costi sistemici. Costi diretti, indiretti, costi dell’inefficienza, dell’incompetenza, dell’incapacità di molti delle caste di tutte le specie, del parassitismo, non ultima della corruzione? A ciò far pagare le tasse a tutti, non solo ai soliti noti. Gli strumenti ci sono, la volontà politica no. misure impopolari fanno perdere consenso, ovvero voti, se non sostenute da una campagna di comunicazione martellante e soprattutto seria. Non aria fritta, o vuoto popolar-cialtronismo, il cui motto è: “Armiamoci e partite”, piuttosto che “Vai avanti tu che a me vien da ridere”.
    Anche Bersani, domani si troverà alle prese con gli stessi problemi di sempre.
    Auguri a chi ci proverà, e ci dirà cosa farà fare ai finti invalidi, finti braccianti agricoli di Di Sicilia, ed altre categorie di parassiti, nullafacenti e fannulloni vari che pesano sulla comunità dei pagatori di tasse e balzelli.
    Il povero Brunetta ci ha provato ed il risultato non si vede. Come mai?
    Mah. Forse gli và spiegato che il “Sistema dei privilegiati”, è auto-referenziale, non eliminerà mai se stesso. questione di sopravvivenza.!
    Come se il paguro Bernardo…

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  2. Paolo Ferrario ha detto:

    dissento dalla ossessione delle tasse.
    le tasse sono il primo è più importante pezzo delle delle politiche sociali. sono il meccanismo più equo della ripartizione della ricchezza.
    sono il primo segno tangibile ed inequivocabile della solidarietà
    coloro che predicano il taglio delle tasse appartengono alla “casta” hanno i suv, e i panfili in rada

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