Legge di stabilità. Sintesi delle norme: sanità e pubblico impiego – da Quotidiano Sanità

le norme del Dl Stabilità che riguardano la Sanità:
 
 
Ministero della Salute, Ordini e altre norme nazionali (art.3)
 
A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge la vigilanza sull’Ordine dei biologi, sull’Ordine dei chimici e sull’Ordine dei tecnologi alimentari è assegnata al ministero della Salute.
 
Il ministero della Salute, poi, attraverso un decreto di natura non regolamentare da emanare entro il 28 febbraio 2013, adotta misure a carattere dispositivo e ricognitivo finalizzate a stabilizzare l’effettivo livello di spesa registrato negli anni 2011 e 2012 relative alla razionalizzazione dell’attività di assistenza sanitaria erogata in Italia al personale navigante, marittimo e dell’aviazione, in modo da assicurare risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione dei costi dei Servizi di Assistenza Sanitaria.
 
In conseguenza del trasferimento delle competenze del Sasn alle Regioni viene ridotta di 5 milioni (dal 2013) la spesa per i rapporti internazionali e la profilassi internazionale, marittima, aerea e di frontiera, anche in materia veterinaria; l’assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero e l’assistenza in Italia agli stranieri ed agli apolidi, nei limiti ed alle condizioni previste da impegni internazionali, avvalendosi dei presidi sanitari esistenti.
 
A decorrere dal 1° gennaio 2013, le regioni devono farsi carico della regolazione finanziaria delle partite debitorie e creditorie connesse alla mobilità sanitaria internazionale, ferma restando la competenza di autorità statale del ministero della Salute in materia di assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero, prevista dal Dpcr 618 del 31 luglio 1980, per la parte non abrogata dal comma 6, nonché in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera.
 
A decorrere dal 1° gennaio 2013, sono altresì trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano le competenze in materia di assistenza sanitaria indiretta.
 
Fondo sanitario nazionale (art.6).
Viene ridotto di 600 milioni di euro per il 2013, mentre per il 2014 la riduzione sarà di 1 miliardo, come specificato dal ministro dell’Economia Grilli (nella bozza entrata in Cdm si parla invece di 1,5 miliardi in meno).
 
Beni e servizi (art.6)
Alzata al 10% (era al 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti. Viene poi abbassato il tetto per i dispositivi medici. Su quest’ultima misura tuttavia, al momento non è ancora chiara l’entità del ridimensionamento. Sempre secondo le ultime indiscrezioni per il 2013 il tetto dovrebbe scendere al 4,5% (oggi è fissato dalla spending review al 4,9% della spesa sanitaria) e dovrebbe poi ulteriormente abbassarsi intorno al 4% nel 2014, confermando quanto previsto dall spending di agosto.
 
Pagamento debiti Regioni in Piano di rientro (art. 6)
Viene prorogata al 31 dicembre 2013 l’impossibilità di intraprendere o perseguire azioni  esecutive  nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle  regioni sopraccitate.
 
Personale (art. 8)
Bloccati anche per il 2014 gli stipendi dei dipendenti, nonché dirigenti pubblici, che restano fermi a quelli del 2010.
Stoppata anche la vacanza contrattuale per gli anni 2013-2014.

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