Roberto D’Alimonte: ” in Parlamento forze incompatibili tra di loro. Partiti che non hanno un minimo denominatore comune come fu invece nella Assemblea Costituente nel 1946″ – da Il Sole 24 ORE

questo Parlamento liquido è il risultato di una elezione che ha creato una situazione politica fragilissima. Il 25 febbraio 2013 le urne non solo non hanno prodotto una maggioranza ma hanno portato in Parlamento forze incompatibili tra di loro. Partiti che non hanno un minimo denominatore comune come fu invece nella Assemblea Costituente nel 1946. In questo Parlamento, non in quello che vorremo ci fosse, la scelta è chiara: fare le riforme con chi ci sta o non farle per niente. Renzi ha scelto di farle con chi ci sta. Lo ha detto fin dall’inizio della sua avventura e sta tenendo fede alla sua strategia. Non è detto che ci riesca, ma ci prova. Il bello è che ora viene criticato perché vuole andare avanti da solo. Fino a poco tempo fa lo era perché voleva fare le riforme con Berlusconi. Questo è già un paradosso. Ma ce ne sono altri.

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La morsa blocca-politica – Il Sole 24 ORE.

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