Matteo Renzi: La riforma costituzionale supera anche la sesta e definitiva lettura. Il Parlamento ha fatto il suo lavoro, adesso toccherà ai cittadini avere l’ultima parola, da Enews 422, 14 aprile 2016

Riforme Costituzionali
La riforma costituzionale supera anche la sesta e definitiva lettura. Il Parlamento ha fatto il suo lavoro, adesso toccherà ai cittadini avere l’ultima parola, ragionevolmente a metà ottobre.
È passaggio di portata storica per il nostro Paese.
Si cancella il Senato per come lo abbiamo conosciuto superando il bicameralismo paritario, si riducono le competenze delle Regioni, si semplifica l’iter legislativo. L’Italia sceglie la strada della stabilità e della semplicità con un lavoro atteso da anni.
Vi confesso di vivere una forte emozione: l’idea che – seguendo le procedure democratiche previste dalla Costituzione stessa – si sia fatta la riforma di cui tutti sottolineavano l’urgenza ma senza essere in grado di cambiare davvero, mi riempie il cuore di responsabilità. Ma anche di gioia: perché per una volta la politica ha dimostrato di saper cambiare. E persino di cambiare se stessa, di ridurre i propri privilegi e i propri scranni.
È un segnale molto potente che viene dalla (bistrattata) classe politica del nostro Paese.
Ovviamente la campagna elettorale referendaria di ottobre avrà accenti molto duri, vista la posta in gioco, e io non mancherò di utilizzare tutti gli argomenti più chiari e più efficaci per valorizzare quanto di buono ci sia nel testo della riforma.
Tuttavia, parlando alla Camera, ho preferito rivolgermi agli addetti ai lavori con un tono diverso. Ho cercato, cioè, di rispondere punto per punto alle critiche rivolteci durante il dibattito. Critiche che giudico in larga parte strumentali ma alle quali ho voluto nel dettaglio (dalla mancanza di democrazia al rischio di troppi poteri al Governo), come estremo atto di riguardo verso il Parlamento e il suo dibattito.
Qui il video, dunque
Quanto ai comitati per il prossimo ottobre, ci saranno diversi modi per partecipare. Intanto sarà formato un Comitato Nazionale guidato da personalità e da studiosi che nel corso della campagna avranno la responsabilità di illustrare i temi di merito e le ragioni della riforma.
Poi ci sarà la possibilità per almeno dieci cittadini di riunirsi assieme e di fare un comitato spontaneo sia su base territoriale che sui luoghi di lavoro o nelle realtà culturali: grande occasione per avvicinarsi alla politica e alla partecipazione.
E il PD terrà nelle prossime settimane una direzione per definire le modalità di sostegno alla campagna elettorale. C’è molto da fare, insomma, e sarà bello farlo insieme. Nulla è perfetto e tutto si può sempre fare meglio, certo. Ma adesso la riforma c’è e a mio giudizio è davvero una buona riforma. Non vi sembra? Quando alla Leopolda dicevamo che avremmo superato il Senato e il vecchio Titolo V sembravamo dei poveri sognatori illusi. Oggi ci siamo. Merito di chi – come molti di voi – ci ha creduto quando non ci credeva nessuno. E adesso voi che dite? Vi leggo molto volentieri: matteo@governo.it

Sorgente: Enews 422, 14 aprile 2016 – Matteo Renzi

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