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LEGGE 8 marzo 2017, n. 24 Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche’ in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie

LEGGE 8 marzo 2017, n. 24

Disposizioni in materia di  sicurezza  delle  cure  e  della  persona
assistita, nonche' in materia di responsabilita' professionale  degli
esercenti le professioni sanitarie. (17G00041) 

(GU n.64 del 17-3-2017)

 

 Vigente al: 1-4-2017

 

 
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              Promulga 
 
  la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
                   Sicurezza delle cure in sanita' 
 
  1. La sicurezza delle cure e' parte costitutiva  del  diritto  alla
salute  ed  e'  perseguita  nell'interesse  dell'individuo  e   della
collettivita'. 
  2. La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l'insieme  di
tutte le attivita' finalizzate alla prevenzione e alla  gestione  del
rischio connesso all'erogazione di prestazioni sanitarie e l'utilizzo
appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative. 
  3. Alle attivita' di prevenzione del rischio messe  in  atto  dalle
strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, e'  tenuto
a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che
vi operano  in  regime  di  convenzione  con  il  Servizio  sanitario
nazionale. 
                               Art. 2 
 
Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute  al
  Difensore civico regionale o provinciale e istituzione  dei  Centri
  regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza  del
  paziente. 
 
  1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
affidare all'ufficio del Difensore civico la funzione di garante  per
il diritto alla salute e disciplinarne la struttura  organizzativa  e
il supporto tecnico. 
  2. Il Difensore civico,  nella  sua  funzione  di  garante  per  il
diritto alla salute,  puo'  essere  adito  gratuitamente  da  ciascun
soggetto  destinatario  di  prestazioni  sanitarie,  direttamente   o
mediante un proprio delegato, per la segnalazione di disfunzioni  del
sistema dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria. 
  3. Il Difensore civico acquisisce,  anche  digitalmente,  gli  atti
relativi alla segnalazione pervenuta e, qualora abbia  verificato  la
fondatezza della segnalazione, interviene a tutela del  diritto  leso
con i poteri e le modalita' stabiliti dalla legislazione regionale. 
  4. In ogni regione e' istituito, con le risorse umane,  strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione  vigente  e  comunque  senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il Centro per
la gestione del rischio sanitario e la sicurezza  del  paziente,  che
raccoglie dalle strutture  sanitarie  e  sociosanitarie  pubbliche  e
private  i  dati  regionali  sui  rischi  ed  eventi  avversi  e  sul
contenzioso e li trasmette annualmente, mediante procedura telematica
unificata a livello nazionale, all'Osservatorio nazionale delle buone
pratiche sulla sicurezza nella sanita', di cui all'articolo 3. 
  5. All'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: 
  «d-bis) predisposizione di una relazione annuale  consuntiva  sugli
eventi avversi verificatisi all'interno della struttura, sulle  cause
che hanno prodotto l'evento avverso e  sulle  conseguenti  iniziative
messe in atto. Detta relazione e' pubblicata nel sito internet  della
struttura sanitaria». 
                               Art. 3 
 
Osservatorio nazionale delle buone  pratiche  sulla  sicurezza  nella
                               sanita' 
 
  1. Entro tre mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente
legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa  in  sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, e' istituito, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica,  presso  l'Agenzia  nazionale
per i servizi sanitari regionali (AGENAS),  l'Osservatorio  nazionale
delle buone  pratiche  sulla  sicurezza  nella  sanita',  di  seguito
denominato «Osservatorio». 
  2. L'Osservatorio acquisisce dai Centri per la gestione del rischio
sanitario e la sicurezza del paziente, di cui all'articolo 2, i  dati
regionali relativi ai rischi ed eventi avversi  nonche'  alle  cause,
all'entita', alla frequenza e all'onere finanziario  del  contenzioso
e, anche mediante la predisposizione, con  l'ausilio  delle  societa'
scientifiche  e   delle   associazioni   tecnico-scientifiche   delle
professioni sanitarie di cui all'articolo 5, di linee  di  indirizzo,
individua idonee misure per la prevenzione e la gestione del  rischio
sanitario e il monitoraggio delle buone  pratiche  per  la  sicurezza
delle cure nonche' per la formazione e l'aggiornamento del  personale
esercente le professioni sanitarie. 
  3. Il Ministro della salute trasmette annualmente alle  Camere  una
relazione sull'attivita' svolta dall'Osservatorio. 
  4. L'Osservatorio, nell'esercizio delle  sue  funzioni,  si  avvale
anche del Sistema informativo per il  monitoraggio  degli  errori  in
sanita' (SIMES), istituito con decreto del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali 11 dicembre 2009,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2010. 
                               Art. 4 
 
                        Trasparenza dei dati 
 
  1. Le prestazioni sanitarie erogate  dalle  strutture  pubbliche  e
private sono soggette all'obbligo di trasparenza,  nel  rispetto  del
codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 
  2. La direzione sanitaria della struttura pubblica o privata, entro
sette giorni dalla  presentazione  della  richiesta  da  parte  degli
interessati  aventi   diritto,   in   conformita'   alla   disciplina
sull'accesso ai documenti amministrativi  e  a  quanto  previsto  dal
codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto
legislativo 30  giugno  2003,  n.  196,  fornisce  la  documentazione
sanitaria  disponibile  relativa  al  paziente,  preferibilmente   in
formato elettronico; le eventuali integrazioni sono fornite, in  ogni
caso, entro il termine massimo di trenta giorni  dalla  presentazione
della suddetta richiesta. Entro novanta giorni dalla data di  entrata
in vigore della presente legge, le strutture  sanitarie  pubbliche  e
private adeguano i regolamenti interni adottati in  attuazione  della
legge 7 agosto 1990, n. 241, alle disposizioni del presente comma. 
  3. Le strutture sanitarie pubbliche e private rendono  disponibili,
mediante pubblicazione nel proprio sito internet, i dati  relativi  a
tutti i  risarcimenti  erogati  nell'ultimo  quinquennio,  verificati
nell'ambito   dell'esercizio   della   funzione   di    monitoraggio,
prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk management) di cui
all'articolo 1, comma 539, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come
modificato dagli articoli 2 e 16 della presente legge. 
  4. All'articolo 37 del regolamento di polizia mortuaria, di cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre  1990,  n.  285,
dopo il comma 2 e' inserito il seguente: 
  «2-bis. I familiari o gli altri aventi titolo del deceduto  possono
concordare con il direttore sanitario o  sociosanitario  l'esecuzione
del riscontro diagnostico, sia nel caso di decesso ospedaliero che in
altro luogo, e possono disporre la presenza  di  un  medico  di  loro
fiducia». 
                               Art. 5 
 
Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle
                             linee guida 
 
  1. Gli esercenti le professioni  sanitarie,  nell'esecuzione  delle
prestazioni  sanitarie  con   finalita'   preventive,   diagnostiche,
terapeutiche, palliative, riabilitative  e  di  medicina  legale,  si
attengono,  salve   le   specificita'   del   caso   concreto,   alle
raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate  ai  sensi  del
comma 3 ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonche'
dalle societa' scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche
delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco  istituito  e
regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
e da aggiornare con cadenza  biennale.  In  mancanza  delle  suddette
raccomandazioni, gli esercenti le professioni sanitarie si  attengono
alle buone pratiche clinico-assistenziali. 
  2. Nel regolamentare l'iscrizione in apposito elenco delle societa'
scientifiche e delle  associazioni  tecnico-scientifiche  di  cui  al
comma 1, il decreto del Ministro della salute stabilisce: 
    a)  i  requisiti  minimi  di  rappresentativita'  sul  territorio
nazionale; 
    b) la costituzione  mediante  atto  pubblico  e  le  garanzie  da
prevedere  nello  statuto  in  riferimento  al  libero  accesso   dei
professionisti  aventi  titolo  e  alla  loro   partecipazione   alle
decisioni, all'autonomia e all'indipendenza, all'assenza di scopo  di
lucro,  alla  pubblicazione  nel  sito  istituzionale   dei   bilanci
preventivi,  dei  consuntivi  e  degli  incarichi  retribuiti,   alla
dichiarazione  e   regolazione   dei   conflitti   di   interesse   e
all'individuazione di sistemi di verifica e controllo della  qualita'
della produzione tecnico-scientifica; 
    c) le procedure di iscrizione all'elenco nonche' le verifiche sul
mantenimento  dei  requisiti  e  le  modalita'   di   sospensione   o
cancellazione dallo stesso. 
  3. Le linee guida e gli aggiornamenti delle  stesse  elaborati  dai
soggetti di cui al comma 1 sono integrati nel Sistema  nazionale  per
le linee guida (SNLG), il quale e' disciplinato nei compiti  e  nelle
funzioni con decreto del Ministro della salute,  da  emanare,  previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo  Stato,
le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  con  la
procedura di cui all'articolo 1, comma  28,  secondo  periodo,  della
legge 23 dicembre 1996, n. 662,  e  successive  modificazioni,  entro
centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge. L'Istituto superiore di  sanita'  pubblica  nel  proprio  sito
internet le linee guida e gli aggiornamenti delle stesse indicati dal
SNLG, previa verifica della conformita' della metodologia adottata  a
standard definiti e resi  pubblici  dallo  stesso  Istituto,  nonche'
della rilevanza delle evidenze  scientifiche  dichiarate  a  supporto
delle raccomandazioni. 
  4. Le attivita' di cui al comma 3  sono  svolte  nell'ambito  delle
risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali   gia'   disponibili   a
legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica. 
                               Art. 6 
 
   Responsabilita' penale dell'esercente la professione sanitaria 
 
  1. Dopo l'articolo 590-quinquies del codice penale e'  inserito  il
seguente: 
  «Art. 590-sexies  (Responsabilita'  colposa  per  morte  o  lesioni
personali in ambito sanitario). - Se i fatti di cui agli articoli 589
e 590 sono commessi nell'esercizio della  professione  sanitaria,  si
applicano le pene ivi previste  salvo  quanto  disposto  dal  secondo
comma. 
  Qualora l'evento  si  sia  verificato  a  causa  di  imperizia,  la
punibilita' e' esclusa  quando  sono  rispettate  le  raccomandazioni
previste dalle linee guida come definite e  pubblicate  ai  sensi  di
legge  ovvero,   in   mancanza   di   queste,   le   buone   pratiche
clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni  previste  dalle
predette linee guida risultino adeguate alle  specificita'  del  caso
concreto». 
  2. All'articolo 3 del decreto-legge  13  settembre  2012,  n.  158,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012,  n.  189,
il comma 1 e' abrogato. 
                               Art. 7 
 
Responsabilita'  civile   della   struttura   e   dell'esercente   la
                        professione sanitaria 
 
  1. La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata  che,
nell'adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell'opera di
esercenti la professione sanitaria, anche se scelti  dal  paziente  e
ancorche' non dipendenti della struttura stessa, risponde,  ai  sensi
degli articoli 1218 e 1228 del codice  civile,  delle  loro  condotte
dolose o colpose. 
  2. La disposizione  di  cui  al  comma  1  si  applica  anche  alle
prestazioni  sanitarie  svolte  in  regime  di   libera   professione
intramuraria ovvero nell'ambito di attivita' di sperimentazione e  di
ricerca clinica ovvero in  regime  di  convenzione  con  il  Servizio
sanitario nazionale nonche' attraverso la telemedicina. 
  3. L'esercente la professione sanitaria di  cui  ai  commi  1  e  2
risponde del proprio operato ai sensi dell'articolo 2043  del  codice
civile,  salvo  che  abbia  agito  nell'adempimento  di  obbligazione
contrattuale   assunta   con   il   paziente.   Il   giudice,   nella
determinazione del risarcimento del danno, tiene conto della condotta
dell'esercente la professione  sanitaria  ai  sensi  dell'articolo  5
della presente legge e dell'articolo 590-sexies  del  codice  penale,
introdotto dall'articolo 6 della presente legge. 
  4. Il danno conseguente all'attivita' della struttura  sanitaria  o
sociosanitaria, pubblica o privata, e dell'esercente  la  professione
sanitaria e' risarcito sulla base delle tabelle di cui agli  articoli
138 e 139 del codice delle assicurazioni private, di cui  al  decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, integrate, ove necessario,  con
la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base
dei criteri  di  cui  ai  citati  articoli,  per  tener  conto  delle
fattispecie da esse non previste, afferenti alle attivita' di cui  al
presente articolo. 
  5.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  costituiscono  norme
imperative ai sensi del codice civile. 
                               Art. 8 
 
               Tentativo obbligatorio di conciliazione 
 
  1. Chi intende  esercitare  un'azione  innanzi  al  giudice  civile
relativa a una controversia di risarcimento del  danno  derivante  da
responsabilita'  sanitaria  e'  tenuto  preliminarmente  a   proporre
ricorso ai sensi dell'articolo 696-bis del codice di procedura civile
dinanzi al giudice competente. 
  2. La presentazione del ricorso  di  cui  al  comma  1  costituisce
condizione di procedibilita' della domanda di risarcimento. E'  fatta
salva la possibilita' di esperire in alternativa il  procedimento  di
mediazione  ai  sensi  dell'articolo  5,  comma  1-bis,  del  decreto
legislativo 4 marzo 2010, n.  28.  In  tali  casi  non  trova  invece
applicazione l'articolo 3 del decreto-legge  12  settembre  2014,  n.
132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014,  n.
162. L'improcedibilita' deve essere eccepita dal convenuto, a pena di
decadenza, o rilevata d'ufficio  dal  giudice,  non  oltre  la  prima
udienza.  Il  giudice,  ove  rilevi  che  il  procedimento   di   cui
all'articolo 696-bis del codice di  procedura  civile  non  e'  stato
espletato ovvero che e' iniziato ma non si e' concluso, assegna  alle
parti il termine di quindici giorni per la  presentazione  dinanzi  a
se' dell'istanza di consulenza tecnica in via  preventiva  ovvero  di
completamento del procedimento. 
  3. Ove la  conciliazione  non  riesca  o  il  procedimento  non  si
concluda entro il termine perentorio di sei  mesi  dal  deposito  del
ricorso, la domanda diviene procedibile e gli effetti  della  domanda
sono salvi se, entro novanta giorni dal deposito  della  relazione  o
dalla scadenza del  termine  perentorio,  e'  depositato,  presso  il
giudice che ha trattato il procedimento di cui al comma 1, il ricorso
di cui all'articolo 702-bis del codice di procedura  civile.  In  tal
caso il giudice fissa  l'udienza  di  comparizione  delle  parti;  si
applicano gli articoli 702-bis e seguenti  del  codice  di  procedura
civile. 
  4.  La  partecipazione  al  procedimento  di   consulenza   tecnica
preventiva  di  cui  al  presente  articolo,  effettuato  secondo  il
disposto dell'articolo 15 della presente legge, e'  obbligatoria  per
tutte  le  parti,  comprese  le  imprese  di  assicurazione  di   cui
all'articolo 10,  che  hanno  l'obbligo  di  formulare  l'offerta  di
risarcimento del danno ovvero comunicare i motivi per  cui  ritengono
di non formularla. In caso di  sentenza  a  favore  del  danneggiato,
quando l'impresa di  assicurazione  non  ha  formulato  l'offerta  di
risarcimento  nell'ambito  del  procedimento  di  consulenza  tecnica
preventiva di cui ai commi precedenti,  il  giudice  trasmette  copia
della sentenza all'Istituto  per  la  vigilanza  sulle  assicurazioni
(IVASS) per gli adempimenti di propria competenza. In caso di mancata
partecipazione, il giudice, con il  provvedimento  che  definisce  il
giudizio, condanna le parti che non hanno  partecipato  al  pagamento
delle spese di consulenza e di lite, indipendentemente dall'esito del
giudizio,   oltre   che   ad   una   pena   pecuniaria,   determinata
equitativamente,  in  favore  della  parte  che  e'   comparsa   alla
conciliazione. 
                               Art. 9 
 
        Azione di rivalsa o di responsabilita' amministrativa 
 
  1. L'azione di rivalsa nei confronti dell'esercente la  professione
sanitaria puo' essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave. 
  2. Se l'esercente la professione sanitaria non e' stato  parte  del
giudizio o della procedura stragiudiziale di risarcimento del  danno,
l'azione  di  rivalsa  nei  suoi  confronti  puo'  essere  esercitata
soltanto successivamente  al  risarcimento  avvenuto  sulla  base  di
titolo giudiziale o  stragiudiziale  ed  e'  esercitata,  a  pena  di
decadenza, entro un anno dall'avvenuto pagamento. 
  3.  La  decisione  pronunciata  nel  giudizio  promosso  contro  la
struttura  sanitaria  o  sociosanitaria   o   contro   l'impresa   di
assicurazione non fa stato nel giudizio di rivalsa se l'esercente  la
professione sanitaria non e' stato parte del giudizio. 
  4. In nessun caso la transazione  e'  opponibile  all'esercente  la
professione sanitaria nel giudizio di rivalsa. 
  5. In caso di accoglimento della domanda di  risarcimento  proposta
dal  danneggiato  nei   confronti   della   struttura   sanitaria   o
sociosanitaria pubblica, ai sensi dei commi 1 e 2 dell'articolo 7,  o
dell'esercente la professione sanitaria, ai sensi  del  comma  3  del
medesimo articolo 7, l'azione di responsabilita' amministrativa,  per
dolo o colpa  grave,  nei  confronti  dell'esercente  la  professione
sanitaria e' esercitata dal pubblico ministero presso  la  Corte  dei
conti. Ai fini della quantificazione del danno, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 1, comma 1-bis, della legge 14  gennaio  1994,
n. 20, e dall'articolo 52, secondo comma, del testo unico di  cui  al
regio  decreto  12  luglio  1934,  n.  1214,  si  tiene  conto  delle
situazioni di fatto  di  particolare  difficolta',  anche  di  natura
organizzativa, della struttura sanitaria o  sociosanitaria  pubblica,
in cui l'esercente la professione  sanitaria  ha  operato.  L'importo
della  condanna  per  la  responsabilita'  amministrativa   e   della
surrogazione di  cui  all'articolo  1916,  primo  comma,  del  codice
civile, per singolo evento, in caso di colpa grave, non puo' superare
una somma pari al valore maggiore  della  retribuzione  lorda  o  del
corrispettivo convenzionale  conseguiti  nell'anno  di  inizio  della
condotta causa dell'evento o nell'anno  immediatamente  precedente  o
successivo, moltiplicato per il triplo. Per i tre anni successivi  al
passaggio in giudicato della decisione di accoglimento della  domanda
di risarcimento proposta dal danneggiato, l'esercente la  professione
sanitaria, nell'ambito delle  strutture  sanitarie  o  sociosanitarie
pubbliche,  non  puo'  essere  preposto  ad  incarichi  professionali
superiori rispetto a quelli  ricoperti  e  il  giudicato  costituisce
oggetto di specifica valutazione da parte dei commissari nei pubblici
concorsi per incarichi superiori. 
  6. In caso di accoglimento della domanda proposta  dal  danneggiato
nei confronti della struttura sanitaria o  sociosanitaria  privata  o
nei confronti dell'impresa di assicurazione titolare di  polizza  con
la medesima  struttura,  la  misura  della  rivalsa  e  quella  della
surrogazione  richiesta  dall'impresa  di  assicurazione,  ai   sensi
dell'articolo 1916, primo  comma,  del  codice  civile,  per  singolo
evento, in caso di colpa grave, non possono superare una  somma  pari
al  valore  maggiore  del  reddito  professionale,  ivi  compresa  la
retribuzione lorda, conseguito nell'anno  di  inizio  della  condotta
causa dell'evento o nell'anno immediatamente precedente o successivo,
moltiplicato per il triplo. Il limite alla misura della  rivalsa,  di
cui al  periodo  precedente,  non  si  applica  nei  confronti  degli
esercenti la professione sanitaria di cui all'articolo 10, comma 2. 
  7.  Nel  giudizio  di  rivalsa  e  in  quello  di   responsabilita'
amministrativa il giudice puo'  desumere  argomenti  di  prova  dalle
prove assunte nel giudizio instaurato dal danneggiato  nei  confronti
della  struttura  sanitaria  o  sociosanitaria  o   dell'impresa   di
assicurazione se l'esercente la professione  sanitaria  ne  e'  stato
parte. 
                               Art. 10 
 
                      Obbligo di assicurazione 
 
  1. Le strutture sanitarie  e  sociosanitarie  pubbliche  e  private
devono essere provviste di copertura assicurativa o di altre analoghe
misure  per  la  responsabilita'  civile  verso  terzi   e   per   la
responsabilita'   civile   verso   prestatori   d'opera,   ai   sensi
dell'articolo 27, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno  2014,  n.
90, convertito, con modificazioni, dalla legge  11  agosto  2014,  n.
114, anche per danni  cagionati  dal  personale  a  qualunque  titolo
operante presso le strutture sanitarie o sociosanitarie  pubbliche  e
private,  compresi  coloro  che  svolgono  attivita'  di  formazione,
aggiornamento nonche' di sperimentazione e  di  ricerca  clinica.  La
disposizione del primo periodo  si  applica  anche  alle  prestazioni
sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria  ovvero
in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale  nonche'
attraverso la telemedicina. Le strutture  di  cui  al  primo  periodo
stipulano, altresi', polizze assicurative o adottano  altre  analoghe
misure per la copertura  della  responsabilita'  civile  verso  terzi
degli esercenti le professioni sanitarie anche ai  sensi  e  per  gli
effetti delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo  7,  fermo
restando quanto previsto dall'articolo 9. Le disposizioni di  cui  al
periodo precedente non si applicano in relazione  agli  esercenti  la
professione sanitaria di cui al comma 2. 
  2. Per l'esercente la professione sanitaria che svolga  la  propria
attivita' al di fuori di una delle strutture di cui al  comma  1  del
presente articolo o che presti la sua opera all'interno della  stessa
in regime libero-professionale ovvero che  si  avvalga  della  stessa
nell'adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta  con
il paziente ai sensi dell'articolo 7, comma 3, resta fermo  l'obbligo
di cui all'articolo 3, comma 5,  lettera  e),  del  decreto-legge  13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14
settembre 2011, n. 148, all'articolo 5  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della Repubblica 7  agosto  2012,  n.  137,  e
all'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189. 
  3. Al fine di garantire efficacia alle azioni di cui all'articolo 9
e  all'articolo  12,  comma  3,  ciascun  esercente  la   professione
sanitaria operante  a  qualunque  titolo  in  strutture  sanitarie  o
sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a
proprio carico, di un'adeguata polizza  di  assicurazione  per  colpa
grave. 
  4.  Le  strutture  di  cui  al  comma  1  rendono  nota,   mediante
pubblicazione   nel   proprio   sito   internet,   la   denominazione
dell'impresa   che   presta   la   copertura    assicurativa    della
responsabilita' civile verso i terzi e verso i prestatori d'opera  di
cui al comma  1,  indicando  per  esteso  i  contratti,  le  clausole
assicurative ovvero le  altre  analoghe  misure  che  determinano  la
copertura assicurativa. 
  5. Con decreto da  emanare  entro  novanta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, il  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto con il  Ministro  della  salute,  definisce  i
criteri e le modalita' per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza
e controllo esercitate dall'IVASS sulle imprese di assicurazione  che
intendano stipulare polizze con le strutture di cui al comma 1 e  con
gli esercenti la professione sanitaria. 
  6. Con decreto del Ministro dello sviluppo  economico,  da  emanare
entro centoventi  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, di concerto con il Ministro della  salute  e  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze,  previa  intesa  in  sede  di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
province  autonome  di  Trento  e  di   Bolzano,   sentiti   l'IVASS,
l'Associazione nazionale fra  le  imprese  assicuratrici  (ANIA),  le
Associazioni nazionali rappresentative delle  strutture  private  che
erogano  prestazioni  sanitarie  e  sociosanitarie,  la   Federazione
nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli  odontoiatri,  le
Federazioni nazionali degli ordini e dei  collegi  delle  professioni
sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente  rappresentative
delle categorie professionali interessate, nonche' le associazioni di
tutela dei cittadini e dei pazienti,  sono  determinati  i  requisiti
minimi delle  polizze  assicurative  per  le  strutture  sanitarie  e
sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le professioni
sanitarie, prevedendo l'individuazione di classi di rischio a cui far
corrispondere massimali differenziati. Il medesimo decreto stabilisce
i  requisiti  minimi  di  garanzia  e  le  condizioni   generali   di
operativita' delle altre analoghe misure, anche di assunzione diretta
del rischio, richiamate dal comma 1; disciplina  altresi'  le  regole
per il trasferimento del rischio nel caso di subentro contrattuale di
un'impresa di assicurazione nonche' la previsione nel bilancio  delle
strutture di un fondo rischi e di un fondo costituito dalla  messa  a
riserva  per  competenza  dei  risarcimenti  relativi   ai   sinistri
denunciati.  A  tali  fondi  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
all'articolo 1, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge 18  gennaio  1993,
n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 18  marzo  1993,  n.
67. 
  7. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare, di
concerto con il  Ministro  della  salute  e  sentito  l'IVASS,  entro
centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente
legge, sono individuati i dati relativi alle polizze di assicurazione
stipulate ai sensi dei commi 1 e 2,  e  alle  altre  analoghe  misure
adottate ai sensi dei commi 1 e 6  e  sono  stabiliti,  altresi',  le
modalita' e i termini per la comunicazione  di  tali  dati  da  parte
delle strutture sanitarie e  sociosanitarie  pubbliche  e  private  e
degli  esercenti  le  professioni  sanitarie   all'Osservatorio.   Il
medesimo decreto stabilisce le modalita' e i termini per l'accesso  a
tali dati. 
                               Art. 11 
 
               Estensione della garanzia assicurativa 
 
  1.  La  garanzia  assicurativa  deve  prevedere  una   operativita'
temporale anche per gli eventi accaduti nei dieci anni antecedenti la
conclusione   del   contratto   assicurativo,   purche'    denunciati
all'impresa di  assicurazione  durante  la  vigenza  temporale  della
polizza.   In   caso   di   cessazione   definitiva    dell'attivita'
professionale per qualsiasi causa deve essere previsto un periodo  di
ultrattivita'  della  copertura  per  le  richieste  di  risarcimento
presentate per la  prima  volta  entro  i  dieci  anni  successivi  e
riferite a fatti generatori della  responsabilita'  verificatisi  nel
periodo  di  efficacia  della  polizza,   incluso   il   periodo   di
retroattivita' della copertura. L'ultrattivita' e' estesa agli  eredi
e non e' assoggettabile alla clausola di disdetta. 
                               Art. 12 
 
               Azione diretta del soggetto danneggiato 
 
  1.  Fatte  salve  le  disposizioni  dell'articolo  8,  il  soggetto
danneggiato ha diritto di agire direttamente, entro  i  limiti  delle
somme per le quali e' stato stipulato il contratto di  assicurazione,
nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta  la  copertura
assicurativa alle strutture sanitarie o  sociosanitarie  pubbliche  o
private di cui  al  comma  1  dell'articolo  10  e  all'esercente  la
professione sanitaria di cui al comma 2 del medesimo articolo 10. 
  2. Non sono opponibili al danneggiato, per  l'intero  massimale  di
polizza,  eccezioni  derivanti  dal  contratto  diverse   da   quelle
stabilite dal decreto di cui all'articolo 10, comma 6, che  definisce
i requisiti  minimi  delle  polizze  assicurative  per  le  strutture
sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private e per gli esercenti le
professioni sanitarie di cui all'articolo 10, comma 2. 
  3.  L'impresa  di  assicurazione  ha  diritto  di   rivalsa   verso
l'assicurato  nel  rispetto  dei  requisiti  minimi,  non  derogabili
contrattualmente, stabiliti dal decreto di cui all'articolo 10, comma
6. 
  4. Nel giudizio promosso contro l'impresa  di  assicurazione  della
struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata a  norma  del
comma 1  e'  litisconsorte  necessario  la  struttura  medesima;  nel
giudizio promosso contro l'impresa di assicurazione dell'esercente la
professione sanitaria a norma del comma 1 e' litisconsorte necessario
l'esercente la professione  sanitaria.  L'impresa  di  assicurazione,
l'esercente la professione sanitaria e il danneggiato  hanno  diritto
di accesso alla documentazione  della  struttura  relativa  ai  fatti
dedotti in ogni fase della trattazione del sinistro. 
  5. L'azione diretta del danneggiato nei confronti  dell'impresa  di
assicurazione e' soggetta al termine di prescrizione  pari  a  quello
dell'azione verso la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica  o
privata o l'esercente la professione sanitaria. 
  6. Le disposizioni del presente articolo si applicano  a  decorrere
dalla data di entrata in  vigore  del  decreto  di  cui  al  comma  6
dell'articolo 10 con il quale sono  determinati  i  requisiti  minimi
delle   polizze   assicurative   per   le   strutture   sanitarie   e
sociosanitarie e per gli esercenti le professioni sanitarie. 
                               Art. 13 
 
Obbligo di comunicazione all'esercente la professione  sanitaria  del
              giudizio basato sulla sua responsabilita' 
 
  1. Le strutture sanitarie e sociosanitarie di cui  all'articolo  7,
comma 1, e le imprese di  assicurazione  che  prestano  la  copertura
assicurativa nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 10, commi
1  e   2,   comunicano   all'esercente   la   professione   sanitaria
l'instaurazione  del  giudizio  promosso  nei  loro   confronti   dal
danneggiato,  entro  dieci  giorni  dalla  ricezione  della  notifica
dell'atto introduttivo,  mediante  posta  elettronica  certificata  o
lettera raccomandata  con  avviso  di  ricevimento  contenente  copia
dell'atto  introduttivo  del  giudizio.  Le  strutture  sanitarie   e
sociosanitarie e le  imprese  di  assicurazione  entro  dieci  giorni
comunicano all'esercente la  professione  sanitaria,  mediante  posta
elettronica  certificata  o  lettera  raccomandata  con   avviso   di
ricevimento, l'avvio di trattative stragiudiziali con il danneggiato,
con  invito  a  prendervi  parte.  L'omissione,   la   tardivita'   o
l'incompletezza delle comunicazioni di cui al presente comma preclude
l'ammissibilita'  delle  azioni  di  rivalsa  o  di   responsabilita'
amministrativa di cui all'articolo 9. 
                               Art. 14 
 
Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilita' sanitaria 
 
  1. E' istituito, nello stato  di  previsione  del  Ministero  della
salute, il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilita'
sanitaria. Il Fondo di garanzia e' alimentato dal  versamento  di  un
contributo annuale dovuto  dalle  imprese  autorizzate  all'esercizio
delle assicurazioni per la responsabilita' civile per i danni causati
da responsabilita' sanitaria. A tal fine il  predetto  contributo  e'
versato all'entrata del bilancio dello Stato per  essere  riassegnato
al  Fondo  di  garanzia.  Il  Ministero  della  salute  con  apposita
convenzione affida alla Concessionaria servizi assicurativi  pubblici
(CONSAP) Spa la gestione delle risorse del Fondo di garanzia. 
  2. Con regolamento adottato con decreto del Ministro della  salute,
da emanare entro centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore
della presente legge, di concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico e con il Ministro e dell'economia e delle finanze,  sentite
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano e  le  rappresentanze  delle
imprese di assicurazione, sono definiti: 
    a) la misura del  contributo  dovuto  dalle  imprese  autorizzate
all'esercizio delle assicurazioni per la responsabilita' civile per i
danni causati da responsabilita' sanitaria; 
    b) le modalita' di versamento del contributo di cui alla  lettera
a); 
    c) i principi  cui  dovra'  uniformarsi  la  convenzione  tra  il
Ministero della salute e la CONSAP Spa; 
    d) le modalita' di intervento, il funzionamento e il regresso del
Fondo di garanzia nei confronti del responsabile del sinistro. 
  3. Il Fondo di garanzia di cui al comma 1 concorre al  risarcimento
del danno nei limiti delle effettive disponibilita' finanziarie. 
  4. La misura del contributo di cui  al  comma  2,  lettera  a),  e'
aggiornata  annualmente  con  apposito  decreto  del  Ministro  della
salute, da adottare  di  concerto  con  il  Ministro  dello  sviluppo
economico e  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  in
relazione  alle  effettive  esigenze  della  gestione  del  Fondo  di
garanzia. 
  5. Ai fini della rideterminazione del contributo di cui al comma 2,
lettera a), la CONSAP Spa trasmette  ogni  anno  al  Ministero  della
salute e al Ministero dello sviluppo economico  un  rendiconto  della
gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 1,  riferito  all'anno
precedente, secondo le disposizioni stabilite dal regolamento di  cui
al comma 2. 
  6. Gli oneri per l'istruttoria e la  gestione  delle  richieste  di
risarcimento sono posti a carico del Fondo  di  garanzia  di  cui  al
comma 1. 
  7. Il Fondo di garanzia di  cui  al  comma  1  risarcisce  i  danni
cagionati da responsabilita' sanitaria nei seguenti casi: 
    a)  qualora  il  danno  sia  di  importo  eccedente  rispetto  ai
massimali previsti dai contratti  di  assicurazione  stipulati  dalla
struttura  sanitaria  o  sociosanitaria  pubblica  o  privata  ovvero
dall'esercente la professione sanitaria ai sensi del decreto  di  cui
all'articolo 10, comma 6; 
    b) qualora la struttura sanitaria  o  sociosanitaria  pubblica  o
privata  ovvero  l'esercente  la  professione   sanitaria   risultino
assicurati presso un'impresa che al momento del sinistro si trovi  in
stato di insolvenza o di  liquidazione  coatta  amministrativa  o  vi
venga posta successivamente; 
    c) qualora la struttura sanitaria  o  sociosanitaria  pubblica  o
privata ovvero l'esercente la professione sanitaria siano  sprovvisti
di  copertura  assicurativa  per  recesso  unilaterale   dell'impresa
assicuratrice ovvero per la sopravvenuta inesistenza o  cancellazione
dall'albo dell'impresa assicuratrice stessa. 
  8. Il decreto di cui all'articolo  10,  comma  6,  prevede  che  il
massimale minimo sia rideterminato  in  relazione  all'andamento  del
Fondo per le ipotesi di cui alla lettera a) del comma 7 del  presente
articolo. 
  9. Le disposizioni di cui al  presente  articolo  si  applicano  ai
sinistri denunciati per la prima volta dopo la  data  di  entrata  in
vigore della presente legge. 
  10. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                               Art. 15 
 
Nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei  giudizi  di
                      responsabilita' sanitaria 
 
  1. Nei procedimenti civili e  nei  procedimenti  penali  aventi  ad
oggetto la responsabilita' sanitaria, l'autorita' giudiziaria  affida
l'espletamento della consulenza tecnica e della perizia a  un  medico
specializzato in medicina legale e a uno  o  piu'  specialisti  nella
disciplina che abbiano  specifica  e  pratica  conoscenza  di  quanto
oggetto del procedimento, avendo cura che  i  soggetti  da  nominare,
scelti tra gli iscritti negli albi di cui ai commi 2 e 3,  non  siano
in posizione di conflitto di interessi nello specifico procedimento o
in altri connessi e che i consulenti tecnici  d'ufficio  da  nominare
nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 8, comma 1, siano in
possesso  di  adeguate  e  comprovate  competenze  nell'ambito  della
conciliazione acquisite anche mediante specifici percorsi formativi. 
  2.  Negli  albi  dei  consulenti  di  cui  all'articolo  13   delle
disposizioni per  l'attuazione  del  codice  di  procedura  civile  e
disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18  dicembre  1941,
n. 1368,  e  dei  periti  di  cui  all'articolo  67  delle  norme  di
attuazione, di coordinamento e transitorie del  codice  di  procedura
penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271,  devono
essere indicate e  documentate  le  specializzazioni  degli  iscritti
esperti in medicina. In sede di revisione  degli  albi  e'  indicata,
relativamente a ciascuno degli esperti di cui al periodo  precedente,
l'esperienza professionale maturata, con particolare  riferimento  al
numero e  alla  tipologia  degli  incarichi  conferiti  e  di  quelli
revocati. 
  3.  Gli  albi  dei  consulenti  di  cui   all'articolo   13   delle
disposizioni per  l'attuazione  del  codice  di  procedura  civile  e
disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18  dicembre  1941,
n. 1368, e gli albi dei periti di cui all'articolo 67 delle norme  di
attuazione, di coordinamento e transitorie del  codice  di  procedura
penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271,  devono
essere  aggiornati  con  cadenza  almeno  quinquennale,  al  fine  di
garantire,  oltre  a  quella  medico-legale,  un'idonea  e   adeguata
rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite  a
tutte le professioni sanitarie, tra i quali scegliere per  la  nomina
tenendo conto della disciplina interessata nel procedimento. 
  4. Nei casi di cui al comma 1, l'incarico e' conferito al  collegio
e,  nella  determinazione  del  compenso  globale,  non  si   applica
l'aumento del 40 per cento per ciascuno degli  altri  componenti  del
collegio previsto dall'articolo 53 del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di  cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 
                               Art. 16 
 
Modifiche alla  legge  28  dicembre  2015,  n.  208,  in  materia  di
        responsabilita' professionale del personale sanitario 
 
  1. All'articolo 1, comma 539, lettera a), della legge  28  dicembre
2015, n. 208, il secondo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  «I
verbali e gli atti conseguenti all'attivita' di gestione del  rischio
clinico non possono essere  acquisiti  o  utilizzati  nell'ambito  di
procedimenti giudiziari». 
  2. All'articolo 1, comma 540, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
le parole da: «ovvero» fino alla fine del comma sono sostituite dalle
seguenti: «, in medicina legale ovvero da  personale  dipendente  con
adeguata formazione e  comprovata  esperienza  almeno  triennale  nel
settore». 
                               Art. 17 
 
                      Clausola di salvaguardia 
 
  1. Le disposizioni della  presente  legge  sono  applicabili  nelle
regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento  e  di
Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative  norme
di attuazione, anche con riferimento  alla  legge  costituzionale  18
ottobre 2001, n. 3. 
                               Art. 18 
 
                 Clausola di invarianza finanziaria 
 
  1. Le amministrazioni interessate provvedono  all'attuazione  delle
disposizioni di cui alla presente  legge  nell'ambito  delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e
comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 8 marzo 2017

Sorgente: *** ATTO COMPLETO ***


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