Noorena Hertz, Il secolo della solitudine. l’importanza della comunità nell’economia e nella vita di tutti i giorni, Il Saggiatore, 2021

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Il XXI secolo è il secolo della solitudine. Noreena Hertz lo sperimenta in prima persona: a un colloquio di lavoro viene valutata da un algoritmo; un pomeriggio fa shopping con un’«amica del cuore» affittata tramite un servizio online; di sera si trova a sfiorare la pelle artificiale di un robot progettato per essere il suo animale da compagnia. La solitudine che Noreena Hertz racconta non si limita alla frustrazione del desiderio di avere qualcuno vicino; è un male sottile che si è insinuato dentro di noi e ha permeato ogni aspetto della nostra società.

È la solitudine strutturale creata dal sistema capitalistico, che ci spinge a pensare solo a noi stessi e a vedere gli altri come concorrenti o nemici. È l’isolamento provato dalle persone che si sentono trascurate e tradite dai propri rappresentanti e dalle istituzioni, al punto di lasciarsi sedurre dal richiamo del populismo e degli estremismi politici. È l’anziana signora giapponese che fa in modo di farsi arrestare per un reato minore, per poter trovare in carcere una forma di comunità. È il mondo parallelo e incontrollato dei social network, dove l’io si occulta dietro una maschera. È l’emarginazione sul posto di lavoro, dove il lavoratore si percepisce come un ingranaggio insignificante. È la solitudine speciale delle metropoli, dove possiamo ordinare centinaia di menu in consegna a domicilio ma non sappiamo il nome del nostro vicino di casa.

Il secolo della solitudine è il racconto dolente della condizione in cui ciascuno di noi è venuto a trovarsi e insieme una chiamata alle armi contro le distanze siderali che si infiltrano nelle nostre vite, infettando come un virus tanto la salute dei nostri corpi e delle nostre menti quanto le strutture stesse della società. È una sfida a trasformare questa economia disumanizzante in un sistema più sostenibile attraverso interventi mirati dall’alto e dal basso, come maggiori investimenti nel welfare, ricostruzione delle comunità locali, banche del tempo e condomini solidali. È un invito a riscoprire e cementare i valori della collaborazione e dell’altruismo: la celebrazione del singolo non come atomo isolato ma come parte integrante di una comunità.

«Questo è il secolo della solitudine. Posso ordinare un amico dal mio cellulare con la stessa facilità con cui ordino un cheeseburger. È quella che chiamo l’economia della solitudine, nata per sostenere – e sfruttare – chi si sente solo.»

«Un libro affascinante che affronta uno dei maggiori problemi della nostra epoca.» Charlie Brooker, creatore di Black Mirror

«Un libro destinato a diventare un classico, necessario per chiunque voglia capire la complessità di questo tempo e cosa ci riserva il futuro.» Nouriel Roubini

«Se potessimo scegliere i libri da far leggere ai nostri politici, questo dovrebbe essere in cima alla lista.» The Guardian

Traduzione di Luigi Muneratto


Noreena Hertz (Londra, 1967), economista e consulente per multinazionali e organizzazioni non governative, attualmente dirige il Centre for International Business and Management dell’Università di Cambridge. Collabora con testate come The Guardian, The Washington Post, The New York Times e The Observer. Tra i suoi saggi in Italia sono stati pubblicati La conquista silenziosa (Carocci, 2003) e Un pianeta in debito (Ponte alle Grazie, 2005).

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