L’editoriale di Michela Ponzani su Domani del 27 ottobre 2026 è una risposta a Ignazio La Russa, che aveva chiesto scuse e annunciato un’eventuale azione legale dopo le sue dichiarazioni sul “Giovedì nero” di Milano del 12 aprile 1973. Ponzani rifiuta di scusarsi e difende il diritto-dovere dello storico di interrogare il passato anche quando riguarda figure istituzionali.[ilfattoquotidiano][infosannio]
Tesi centrale
Ponzani usa una metafora medica: gli storici sono come medici che diagnosticano l’“amnesia” di una società, distinguendo fatti, memoria e propaganda. Il loro compito non è celebrare il potere, ma contestualizzare azioni, responsabilità politiche e culture della violenza, senza piegare il passato alle convenienze del presente.[infosannio]
Il punto politico-metodologico è netto: la storia non coincide con il casellario giudiziale. L’assenza di condanna penale non cancella un ruolo politico documentato; per questo Ponzani rivendica la possibilità di esaminare, “carte alla mano”, il ruolo di La Russa nella destra missina milanese.[infosannio]
I fatti richiamati
Ponzani ricorda la manifestazione missina vietata del 12 aprile 1973, gli scontri e l’uccisione dell’agente Antonio Marino. Precisa di non aver mai attribuito a La Russa una responsabilità penale per l’omicidio, ma cita atti istruttori in cui compare come responsabile del Fronte della Gioventù milanese e viene contestata la promozione dei disordini e l’incitamento dei militanti nonostante il divieto prefettizio.[infosannio]
La storica distingue con attenzione contestazione istruttoria e condanna: riconosce che le fonti non permettono di affermare una responsabilità penale di La Russa, ma sostiene che ciò non rende irrilevante la documentazione sul suo ruolo politico.[infosannio]
Il conflitto sul metodo
| Aspetto | Posizione di Ponzani | Implicazione |
|---|---|---|
| Funzione dello storico | Comprendere, interrogare le fonti, smontare narrazioni di comodo | La storia è controllo civico sul passato [infosannio] |
| Rapporto con il potere | Gli archivi non sono “alla mercè dei potenti di turno” | Nessuna autoassoluzione istituzionale [infosannio] |
| Confutazione | Va fatta con documenti e fonti, non con la richiesta di scuse | La disputa storica è pubblica e argomentativa [infosannio] |
| Cornice costituzionale | Richiama l’art. 33 sulla libertà della scienza | La ricerca storica è una garanzia democratica, non un favore [infosannio] |
il testo non riguarda soltanto una polemica biografica: mette in scena la lotta per il monopolio della memoria. Chi detiene cariche istituzionali tende a presentare la propria biografia come questione privata o giuridicamente risolta; Ponzani sposta invece il terreno sulla responsabilità politica e sulla traccia documentale, cioè su ciò che una società decide di ricordare e di rendere discutibile.[infosannio]
La sua risposta è anche una critica alla “giudiziarizzazione” della memoria: ridurre la storia a esiti penali significherebbe svuotare l’analisi delle appartenenze, dei linguaggi, delle organizzazioni e delle pratiche di violenza politica. In questo senso, l’editoriale difende la storia come pratica pubblica di democrazia, non come servizio di legittimazione delle élite.[infosannio]
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