ho proposto al ministro del Lavoro di estendere a tutti i sessantenni senza lavoro un trattamento analogo a quello di mobilità (80 per cento dell’ultima retribuzione) e un servizio di outplacement, condizionato alla stipulazione di un “contratto di ricollocazione” che vincoli il lavoratore a cooperare per il reperimento di una occupazione nel periodo che precede il pensionamento.
Resta il fatto, tuttavia, che: a) non possiamo chiedere ai tedeschi di farsi carico del nostro debito, se manteniamo i parametri del nostro welfare fortemente disallineati rispetto ai loro; b) non possiamo tornare a crescere se continuiamo a pagare le persone perché escano dal mercato del lavoro anche quando sono ancora pienamente in grado di lavorare: su questo punto dobbiamo urgentemente correggere un aspetto gravemente sbagliato della nostra cultura industriale e del lavoro; c) ai nostri figli e nipoti stiamo consegnando un sistema di welfaremolto, ma molto, più arcigno di quello di cui questo messaggio denuncia un marginale – anche se, certo, molto rilevante per la singola persona colpita – eccesso di rigore.
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Scopri di più da MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
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