Grillo è un fuorilegge della democrazia (ed è “semplicemente un nazista”), di Giuliano Ferrara, in Il Foglio 3 febbraio 2014

Per mia fortuna culturale ho ritrovato fra i miei carteggi questo articolo FONDAMENTALE sulla cultura del necrofolo Grillo (quello del “siete morti”)

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trascrivo per migliorare la lettura:

Il mio amico Franco Zerlenga, che vede le cose da New York e talvolta le vede meglio di noi, sostiene che Beppe Grillo è semplicemente un nazista.

Franco vive in un paese dove le istituzioni sono integre, prima di tutto perché hanno coscienza di sé e sanno il proprio valore. Anche la de­mocrazia americana è imperfetta, soffre, vive la crisi, la disoccupazione, vive la dis­sociazione delle idee generali, la corru­zione, il discredito washingtoniano, la moltiplicazione dei valori in un politeismo senza Dio, ma in nessun momento, in nes­sun dove, mai, mai potrebbe un violento fanfarone capace di  chiedersi che cosa si potrebbe fare ìn macchina con la presidente  della Camera, mai praticare il cam­po della democrazia liberale americana. Potrebbe essere un caso estremo di dirit­to civile o free speech, forse sarebbe trat­tato come un insetto da lasciare libero di tessere la sua tela dei veleni, ma la sua operatività politica, la sua dignità di in­terlocutore della grande stampa e delle te­levisioni e dei partiti sarebbe spettrale in una vera democrazia costituzionale.

Sono restio ad applicare la grande ter­minologia storica del Novecento (nazismo, fascismo, comunismo) allo squallore pre­sente, che è capace di attirarla in un abuso strumentale di seconda scelta, ma credo che Zerlenga abbia ragione.

Grillo vuole abolire i partiti, che considera morti, se ne sente erede testamentario e si proclama ta­le come becchino plebiscitario, magari fos­se semplicemente un populista democrati­co.

E’ il Fuhrerprinzip incarnato, comanda senza esserci, è monolitico e unico e assen­te, si sente il rilascio di una certa puzza mi­stica della cattiva politica di sempre.

Sca­tena ondate di scurrilità sessista contro le donne che designa come obiettivi dello squadrismo verbale in campo avverso, ulti­ma la presidente della Camera.

Evoca la violenza: arrendetevi, consegnatevi, l’asse­dio, e defeca sugli avversari e perfino sugli amici non abbastanza obbedienti, trattati come ottuagenari surgelati.

Coltiva con quel suo amichetto web uno spirito di setta che forse fa ridere, forse è fumettaro, forse ha un qualche bavoso elemento di deriva­zione dall’archetipo del goliardico e del co­mico, ma impressiona per l’aderenza obbe­diente che sollecita, in rete e fuori della re­te, al prototipo del frequentatore di birre­ria monacense sulla fine degli anni Venti del secolo scorso.

Grillo è

un fuorilegge della democrazia.

E’ il parassita malato delle polemiche e dei ritrovati anticasta dei ricchi e famosi che come sempre in Italia giocano allo sfascio.

E’ il prodotto della subordinazione dei mass media, televisioni più deboli in pri­mis (l’increscioso caso Mentana), alla sua dittatura d’opinione, alla sua convinzione malfidata di essere nel giusto di una cam­pagna di distruzione dell’esistente demo­cratico, magari con false locuzioni di difesa della Costituzione (il nazismo politico ha sempre un fondo legittimista che irrora il suo spirito eversivo).

Grillo dovrebbe essere bandito dalla scena pubblica, con metodi rigorosi ed estremi. Dovrebbe essere inseguito dal disprezzo agente, non inerte, delle istituzioni.

Dovrebbe essere conside­rato, lui con i suoi corteggiatori e seguaci, come quel che è: un mostro antidemocrati­co di volgarità e di menzogna,

uno che lucra sulla credulità popolare, una specie di me­todo stamina a largo raggio, un’infusione di bestialità nella realtà magari critica, maga­ri drammatica, ma fondamentalmente sana del corpo repubblicano.

Sento già l’obie­zione del cretino cognitivo: gli facciamo un favore. E facciamoglielo, il favore di fargli sentire addosso l’alito sputazzante della so­cietà civile e dello stato.

Grillo non può e non deve essere sempli­cemente criticato. Questa è blandizie, è fiacchezza dello spirito, è incapacità di rea­zione da circonvenuti.

Grillo deve essere avversato e respinto ai margini del discor­so pubblico.

Deve essere sepolto sotto una valanga di indifferenza e di superiorità mo­rale.

Deve essere eliminato dal finto gioco delle regole e delle parti a cui si riduce, quando muore, una democrazia senza spa­da e senza risorse difensive e d’attacco.

Grillo kaputt. Questo è il problema. Altro che il sessismo.

2 commenti

  1. CONDIVIDO IN LINEA DI MASSIMO TUTTO L’ART. SU GRILLO DI GIULIANO FERRARA. UNA PERSONA PERICOLOSA PER LA NOSTRA GENTE SOPRAFFATTA DALLA REALTA’ DRAMMATICA CHE SI STA ATTRAVERSANDO E RESA FRAGILE DALL’IGNORANZA E DA UN SISTEMA CHE NON L’HA FATTA CRESCERE E RESA CAPACE DI CRITICA E DI AUTONOMIA INTELLETTUALE. GRILLO E QUEL BIECO COMPAGNO CHE SOSTIENE IL SUO DELIRIO DEVONO ESSERE MESSI GUORI GIOCO. ABBIAMO BISOGNO DI POLITICI SERI E COSTRUTTIVI, CHE SAPPIANO
    STARE UNITI E IN QUESTA FASE SOSTENERE IL PROGRAMMA DI RENZI!

    Mi piace

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