agenda della politica italiana: REDDITO DI CITTADINANZA, 18 gennaio 2019

Reddito di Cittadinanza al via, le ultime novità
Il Consiglio dei Ministri vara il decreto sul Reddito di Cittadinanza, che partirà ad aprile: non si può cumulare quanto non speso, alla fine del mese la card si azzera.

REDDITO E QUOTA 100: VARATO IL DECRETO, 11 MILIARDI PER LE DUE MISURE

di redazione

Di Maio: “Norma ‘antidivano’ contro i furbetti, il 53% dei beneficiari del reddito al Sud. La misura sara’ erogata da aprile, gia’ pronte le card delle Poste”. Salvini: “Dedico le norme sulle pensioni a Fornero e Monti. Per la liquidazione degli statali 30.000 euro cash. Fare di piu’ in sette mesi non era facile”. Conte: “Promesse mantenute”.

MANOVRA: CHI PUO’ ACCEDERE AL REDDITO DI CITTADINANZA, ISEE INFERIORE AI 9.360 EURO

di redazione

Essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa; Isee inferiore a 9.360 euro annui; patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30 mila euro annui; patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro che può arrivare fino a 20 mila per le famiglie con persone disabili. Sono questi alcuni dei requisiti per accedere al reddito di cittadinanza che sono stati illustrati oggi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai vice premier Luigi di Maio e Matteo Salvini al terme del Cdm che ha approvato il decreto legge. Per il Governo si tratta di “una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve ad integrare i redditi famigliari” e che ha come obiettivo quello di “migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; aumentare l’occupazione; contrastare la povertà e le disuguaglianze”. Questa misura riguarderà circa 5 milioni di persone, cioè riguarderà le persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta: il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole. Sono 255 mila i nuclei famigliari con disabili che riceveranno il reddito di cittadinanza.

Una persone che vive da sola avrà fino a 780 euro al mese di Reddito di cittadinanza: fino a 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Una famiglia composta da 2 adulti e 2 figli minorenni avrà fino a 1.180 euro al mese di RdC: fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne avrà fino a 1.280 euro al mese di RdC: fino a 1.000 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Una famiglia composta da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni avrà fino a 1.330 euro al mese di RdC: fino a 1.050 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).

Il reddito dura 18 mesi: entro i primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km – 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale; dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con persone con disabilità le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km Il Reddito si può richiedere alle Poste Italiane sia direttamente all’ufficio postale che in via telematica oppure al Caf. L’Inps verificherà se si è in posso dei requisti. Il Reddito verrà erogato attraverso una normalissima prepagata di Poste Italiana (non sarà possibile utilizzarla per il gioco d’azzardo). Dopo l’accettazione, il beneficiario verrà contatto dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o reinserimento lavorativo da attuare. Chi fornisce dati falsi rischia da 2 a 6 anni di carcere.

 

 

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