a 50 anni da Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, da Archivio dei diari

A 50 anni da Piazza Fontana

Erano le 16:37 del 12 dicembre 1969, in Piazza Fontana a Milano.

Considerata “la madre di tutte le stragi” e da alcuni ritenuta l’inizio del periodo passato alla storia in Italia come “gli anni di piombo”, fu probabilmente l’evento più dirompente e drammatico di quella “strategia della tensione” – per continuare a usare espressioni poi diventate di uso comune e arrivate fino ai giorni nostri – che ha in quel 12 dicembre un punto di svolta nella storia repubblicana. Il 12 dicembre 1969, in soli 53 minuti, furono ben 5 gli attentati terroristici che ebbero luogo nel nostro Paese: l’Italia che veniva colpita al cuore, colpita nelle sue due città simbolo, Roma e Milano.

Nella Capitale, quel giorno, gli attentati furono 3 e provocarono 16 feriti. A Milano una seconda bomba inesplosa fu rinvenuta in Piazza della Scala.

Ma fu soprattutto l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura a scuotere e terrorizzare il Paese: 17 le persone uccise e 88 quelle ferite.

Piazza Fontana fu solo la prima; poi Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera come cantava Gaber. Eccetera eccetera eccetera, anno dopo anno, è passato mezzo secolo. Cinquant’anni di storia d’Italia che, da quel 12 dicembre 1969, non è stata più la stessa.

Caro Sindaco, perché tanta violenza? Con questa domanda i bambini di una classe elementare di Muggia (Trieste) si rivolgevano in quelle ore al sindaco di Milano.

Fare memoria di quei fatti, di quei giorni e di quegli anni è nostro dovere morale, è dovere morale di ogni cittadino italiano. Oggi è una giornata importante e dobbiamo, tutti insieme, ricordare quel 12 dicembre di 50 anni fa, perché fa parte della storia più buia d’Italia, perché persone innocenti rimasero vittime di un disegno premeditato lucido e spietato per terrorizzare il Paese.

Per questo, oggi, vogliamo condividere con voi una delle testimonianze dirette di quei tragici fatti, una memoria che custodiamo qui in Archivio a Pieve e che per molti anni è rimasta secretata ma che oggi vorremmo leggere insieme a voi, per rendere omaggio a quelle vittime, per la loro memoria e per la memoria del nostro Paese.

Viva l’Italia, cantava De Gregori, l’Italia del 12 dicembre.

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