La rivolta della natura di Eliana Liotta e Massimo Clementi, La nave di Teseo 2020

La rivolta della natura di Eliana Liotta e Massimo Clementi (La nave di Teseo). Marco Imarisio sul Corriere della Sera:

«Non è stata una punizione biblica o una anticipazione dell’apocalisse, come nei momenti più bui è capitato a molti di pensare. Forse è stata solo una conseguenza. Questo è quello che fai, questo è quello che ottieni, uomo, inteso come specie.

A ricordarci ciò che non dovremmo mai dimenticare è un libro […] scritto dalla giornalista scientifica Eliana Liotta e da Massimo Clementi, direttore del laboratorio di Virologia del San Raffaele di Milano, dove sono stati isolati il virus della Sars e il coronavirus dell’attuale pandemia.

La rivolta della natura è un’opera giusta che arriva forse in un momento non favorevole alle sue tesi, e quindi ha anche il merito di navigare contro corrente. […] I due autori si sono aggrappati entrambi al loro lavoro, a un approccio razionale. Dare un nome alle cose, cercare una spiegazione. Entrambi arrivano alle medesime conclusioni percorrendo strade diverse.

Clementi racconta la vita quotidiana a caccia del virus. La sua vittoria parziale, il momento in cui lo ha isolato, coincide con l’inizio dei giorni peggiori per il nostro Paese. E nel farlo spiega tante cose, a cominciare da questo gigantesco “tutto si tiene”, la dipendenza dei virus dall’organismo che li ospita, e la loro superiore e suprema capacità di adattarsi a condizioni climatiche a loro più favorevoli.

Liotta si prende il compito più difficile, quello di convincere gli scettici, portandoli in acque non sicure, mettendo in discussione ogni pregiudizio. In qualche modo, li sfida. Non lo fa con le opinioni, ma con i fatti, supportata dai dossier e dai numeri dell’Istituto europeo per l’economia e l’ambiente.

Ce lo siamo chiesto tutti, se esiste una correlazione tra lo smog e la letalità dell’infezione, perché tutti abbiamo pensato alle megalopoli cinesi e alla nostra Pianura Padana, tra le aree più inquinate del mondo e più colpite dal virus. Bene, qui c’è la risposta.

E la deforestazione, il fatto che ogni anno ci fumiamo un’area di territorio boschivo grande quanto il Belgio, con la conseguente frammentazione di ogni habitat naturale, non rischia forse di sollevare virus come la polvere dal camino?

E il riscaldamento globale che fra una trentina d’anni farà sì che ogni città venga spostata mille chilometri più a Sud, Milano come Brindisi, Palermo come Tripoli, lo possiamo davvero liquidare con una alzata di spalle, alla luce di quel che ci è appena accaduto?

Non anticipiamo alcun responso, questo è un libro che in ogni capitolo ha una tensione da thriller, e non sempre c’è il lieto fine. Ma agli scettici in servizio permanente si consiglia almeno uno sguardo alla questione dello scioglimento dei poli, e dei virus che ci sono sepolti dentro. L’hanno scritto Liotta & Clementi, ma sembra Stephen King».–

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