Legge 19 maggio 1975 n. 151, Riforma del diritto di famiglia

La Legge 19 maggio 1975, n. 151 ha rappresentato una rivoluzione storica per la società italiana, abolendo la struttura patriarcale del precedente Codice Civile del 1942 e introducendo la piena parità giuridica e morale tra i coniugi. Il provvedimento ha finalmente attuato i principi di uguaglianza sanciti dall’Articolo 29 della Costituzione italiana. [1, 2, 3, 4]

Di seguito vengono analizzati i pilastri fondamentali della riforma, organizzati per aree tematiche.

Parità tra i coniugi e fine del capofamiglia [5]

  • Abolizione della potestà maritale: Il marito cessa di essere il “capo della famiglia”.
  • Uguaglianza decisionale: I coniugi devono concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune.
  • Cognome della moglie: La moglie non perde più il proprio cognome, ma vi aggiunge semplicemente quello del marito.
  • Cittadinanza protetta: La donna conserva la cittadinanza italiana anche se sposa un cittadino straniero. [2, 3, 6, 7, 8, 9]

Tutela dei figli e potestà genitoriale

  • Patria potestà superata: Il potere decisionale esclusivo del padre viene sostituito dalla “potestà genitoriale” condivisa da entrambi i genitori. [10, 11]
  • Uguaglianza tra figli: Viene cancellata la discriminazione tra figli legittimi (nati nel matrimonio) e figli naturali (nati fuori dal matrimonio), garantendo loro gli stessi identici diritti giuridici e successori. [1, 8]
  • Ricerca della paternità: Diventa legale e accessibile la procedura per accertare la paternità biologica, responsabilizzando i padri fuori dal matrimonio. [1, 12]
  • Ascolto del minore: L’educazione dei figli deve tenere conto delle loro inclinazioni naturali e aspirazioni personali. [9, 13]

Novità patrimoniali ed economiche

  • Comunione legale dei beni: Diventa il regime patrimoniale predefinito in assenza di diversa convenzione, per proteggere il coniuge economicamente più debole (solitamente la moglie). [8, 14, 15, 16, 17]
  • Abolizione della dote: Scompare l’obbligo antiquato per la famiglia della sposa di conferire beni patrimoniali al marito. [18, 19]
  • Riconoscimento del lavoro domestico: Il lavoro casalingo viene legalmente equiparato a quello professionale come contributo al mantenimento familiare. [20, 21]
  • Tutela dell’Impresa Familiare: Viene introdotto l’Articolo 230-bis del Codice Civile, che garantisce diritto al mantenimento e agli utili ai familiari che prestano lavoro continuativo nell’attività di famiglia. [18, 22]

Separazione dei coniugi

  • Separazione per intollerabilità: Il vecchio concetto di separazione “per colpa” viene superato. La separazione può essere richiesta quando la convivenza diventa semplicemente oggettivamente intollerabile o dannosa per i figli. [23, 24]

fonti informative

[1] https://www.raiscuola.rai.it

[2] https://www.facebook.com

[3] https://www.youtube.com

[4] https://www.senato.it

[5] https://www.radici-press.net

[6] https://www.normattiva.it

[7] https://www.rivistailmulino.it

[8] https://www.youtube.com

[9] https://www.fondazionenildeiotti.it

[10] https://it.wikipedia.org

[11] https://www.youtube.com

[12] https://www.rivistailmulino.it

[13] https://lnx.ispitalia.org

[14] https://avvocatodivorzistatorino.it

[15] https://elibrary.fondazionenotariato.it

[16] https://legalesd.it

[17] https://libropiuweb.mondadorieducation.it

[18] https://www.rivistailmulino.it

[19] https://www.gruppomazzini.it

[20] https://edizioni.simone.it

[21] https://www.fondazionepremioantoniobiondi.it

[22] https://www.oaser.it

[23] https://www.codice-civile-online.it

[24] https://www.studiolegalefissore.it


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