Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano. 1921-1991 di Piero Fassino (Donzelli). indice del libro

Dino Messina sul Corriere della Sera:

«Il 21 gennaio ricorre un secolo dalla scissione di Livorno e dalla fondazione del Partito comunista d’Italia, ma ai primi di febbraio saranno passati trent’anni dalla fine di quell’esperienza e dalla nascita di un nuovo soggetto politico, il Pds (Partito democratico della sinistra), che finalmente aderiva alla socialdemocrazia europea. A ricordarci questo doppio anniversario è Piero Fassino (classe 1949), in un libro agile e appassionante che esce da Donzelli, Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano. 1921-1991. È un saggio di storia, scritto non a uso esclusivo del militante di sinistra. […] Non una ricostruzione settoriale, ma un racconto in cui i protagonisti si muovono all’interno del contesto italiano e internazionale, che viene sempre inquadrato con chiarezza. Non si capirebbe la scissione di Livorno senza il riferimento alla Rivoluzione d’Ottobre del 1917, alla nascita dell’Internazionale comunista nel marzo 1919, alle traumatiche vicende tedesche (i moti spartachisti e il sacrificio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht) e ungheresi (la repubblica sovietica di Béla Kun). Così come la diffidenza che Antonio Gramsci maturò verso i suoi stessi compagni di lotta nelle carceri fasciste, dove venne rinchiuso dal 1926 sin quasi alla morte avvenuta nel 1937, non sarebbe comprensibile senza un’analisi dei rapporti interni al movimento comunista e alla dittatura instaurata da Stalin. Fassino racconta, senza giustificarli, i comportamenti ambigui di tanti protagonisti, per esempio di Ruggero Grieco, e alla fine tira le somme in un giudizio storico complessivo. […] I capitoli più coinvolgenti […] sono sicuramente quelli conclusivi, in cui l’autore descrive il complesso passaggio dal Partito comunista al Pds. Una lunga transizione durata sedici mesi, dal novembre 1989 al febbraio 1991. Segretario del partito era Achille Occhetto, al quale l’autore riconosce coraggio e visione politica, anche se la sua azione fu gravata dalle resistenze e dalle lentezze della classe dirigente. Fassino era parte del gruppo che si batteva per il rinnovamento. Nel 1991 fece parte assieme a Giorgio Napolitano della delegazione al convegno della Spd di Brema che fu accolta da Willy Brandt, presidente dell’Internazionale socialista, con queste parole: “Da molti anni vi attendevo”».

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