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I contenuti del Secondo Rapporto sul secondo welfare, 2015, a cura di http://secondowelfare.it/


Indice dei contenuti del Secondo Rapporto sul secondo welfare in Italia 2015

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Sorgente: I contenuti del Secondo Rapporto sul secondo welfare

Francesca Susani (a cura di), Costruiamo il nuovo welfare. Esperienze di innovazione sociale nei territori, 2015


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La rivista dell’Istituto per la Ricerca Sociale
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Il nuovo Quid Album disponibile in pdf
Francesca Susani (a cura di), Costruiamo il nuovo welfare. Esperienze di innovazione sociale nei territori, 2015
Il nuovo Quid Album contiene gli articoli selezionati come vincitori del Premio “Costruiamo il welfare di domani nei territori”.
Il Premio, nato da una collaborazione IRS – Cnoas – PSS, ha avuto l’obiettivo di raccogliere esperienze innovative di welfare territoriale nell’ottica dello sviluppo di un welfare comunitario secondo determinati criteri delineati nel bando. L’intento è stato di far emergere e valorizzare, partendo da contributi degli attori sul campo, concrete buone scelte e buone pratiche di azione e di intervento, che permettessero di attivare fra i partecipanti, e più ampiamente con i lettori, confronti, scambi, contaminazione di idee e punti di vista volti alla realizzazione e allo sviluppo ulteriore di nuovi progetti e interventi locali, sovralocali e professionali, significativi, utili e praticabili.
Dei 24 contributi arrivati entro i termini stabiliti, ne sono stati scelti 10, che in maniera più completa, approfondita e chiara hanno risposto ai criteri di ammissione al bando.
Dopo la pubblicazione su PSS, siamo lieti di presentarli raccolti in questo unico nuovo volume in PDF, in anticipazione della seconda edizione del Premio, prevista per il 2016.

Il volume in pdf è acquistabile direttamente dal nostro sito al prezzo di €6,00.
Informazioni: 02.46764276 – pss.abbo@irsonline.it

Il volume viene inviato in omaggio, su richiesta, a chi si abbona a PSS per il 2016 entro il 31.12.2015

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Viel Giovanni, Servizio sociale e complessità, Maggioli, Santarcangelo di Romagna 2015, pp. 158,


Viel Giovanni, Servizio sociale e complessità, Maggioli, Santarcangelo di Romagna 2015, pp. 158, Euro 20,00.

A fronte della complessità che l’assistente sociale incontra nel lavoro, l’autore si confronta con la teoria della complessità di Edgar Morin. Riflette intorno alle acquisizioni teoriche del Servizio Sociale, al bagaglio di conoscenze accumulate nella pratica, che si riconducono al metodo professionale classico, ai modelli teorici, all’approccio sistemico, alle indicazioni rogersiane e conclude che il servizio sociale è in grado di trovare ulteriori spazi di pensiero e di azione

FWA ASSISTENZA DOMICILIARE INFERMIERISTICA E RIABILITATIVA Contributo associativo annuale: 74 euro annui – Fondazione Welfare Ambrosiano


FWA ASSISTENZA DOMICILIARE INFERMIERISTICA E RIABILITATIVA

Contributo associativo annuale: 74 euro annui

 

La terza formula offre assistenza domiciliare infermieristica e riabilitativa, per chi ne avesse bisogno a seguito di un ricovero ospedaliero o infortunio.

Chi può richiederlo?

Chi risiede nella Città Metropolitana di Milano o lavora all’interno del Comune di Milano.

  • fino a un’età massima di 75 anni (per il primo anno di sottoscrizione);
  • anche richiedenti affetti da patologie preesistenti diagnosticate fino a 3 anni prima della richiesta

Prevede due tipi di prestazioni:

  1. assistenza e rimborsi per interventi medici e infermieristici;
  2. assistenza domiciliare di emergenza per guasti all’abitazione.

Sorgente: ASSISTENZA DOMICILIARE – Fondazione Welfare Ambrosiano

ELENA ALLEGRI, Il servizio sociale di comunità, Carocci Faber, 2015, p. 175. Audio recensione di Paolo Ferrario


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AUDIO RECENSIONE:

Qui in formato mp3 scaricabile: https://polser.files.wordpress.com/2015/10/allegri-serv-soc-comunita-2015.mp3

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ALLEGRI

Sorgente: Carocci editore – Il servizio sociale di comunità

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Questo libro si tiene assieme con:

@PFerrario #assaltialcielo i dizionari che danno valore e costruiscono linguaggi per le professionalità


dizionari

Legge di stabilità 2015/2016: 400 milioni per il Fondo per la non autosufficienza e la nascita di un fondo per il “Dopo di Noi”


400 milioni per il Fondo per la non autosufficienza e la nascita di un fondo per il “Dopo di Noi” che verosimilmente accelererà l’iter di approvazione della legge (sono 90 milioni di euro). Sono le due principali misure destinate esplicitamente al mondo della disabilità contenute nel disegno di legge di stabilità che il governo ha approvato giovedì 15 ottobre e che giungerà nei prossimi giorni all’esame del Parlamento.

Sorgente: Stabilità, arrivano nuovi fondi per il Dopo di Noi e la non autosufficienza

progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico sul fronte delle politiche socio-sanitarie.e socio-assistenziali. Le risorse assegnate al Fondo sono passate da 1,6 miliardi nel 2007 a 435 milioni nel 2010, per poi scendere a soli 43,7 milioni nel 2012 e infine recuperare in parte negli ultimi due anni fino ai 297,4 milioni del 2014


Politiche sociali: “Con la crisi risorse ridotte dell’81%”. L’allarme del Censis

L’andamento del Fondo per le politiche sociali testimonia il progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico sul fronte delle politiche socio-sanitarie.e socio-assistenziali. Le risorse assegnate al Fondo sono passate da 1,6 miliardi nel 2007 a 435 milioni nel 2010, per poi scendere a soli 43,7 milioni nel 2012 e infine recuperare in parte negli ultimi due anni fino ai 297,4 milioni del 2014. A lanciare l’allarme è il Censis che ha pubblicato i dati relativi all’andamento del Fondo sociale nazionale e del Fondo per la non autosufficienza e alla spesa sociale dei Comuni da nord a sud.
Leggi tutto su Quotidiano Sanità

FRANCO PESARESI, INTEGRAZIONE E CONTINUITA DELLE CURE IN EUROPA


DAL “SERVUS” AL “SERVIZIO” GALLERIA D’ARTE SU BISOGNI E LAVORO DI CURA, schede informative a cura di Paolo Ferrario


DAL “SERVUS” AL “SERVIZIO”

GALLERIA D’ARTE SU

BISOGNI E LAVORO DI CURA



MILANO, SCUOLA DI CARITÀ
una mostra per immagini

Milano, Palazzo Marino
via Marino, 2
17–20 maggio 2007
orario 10.00-18.00
ingresso gratuito

Locandina

Brochure

Gli ambienti di rappresentanza di Palazzo Marino ospiteranno per pochi giorni, dal 17 al 20 maggio 2007, il grande racconto per immagini Milano, scuola di carità: un percorso costituito da sessantaquattro pannelli, che, riproducendo preziosi documenti, fotografie d’epoca, dipinti e oggetti d’uso quotidiano, offrono al visitatore l’opportunità unica di conoscere un aspetto poco noto della storia della nostra città.

Con questa mostra, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano e l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Azienda di Servizi alla Persona “Golgi-Redaelli” vuole rendere partecipe la collettività della bellezza e dell’importanza del suo patrimonio culturale: un’eredità storica complessa e affascinante che risale agli antichi Luoghi Pii Elemosinieri, ossia agli enti che nel corso di sette secoli hanno operato per soccorrere le fasce più deboli della cittadinanza.

L’idea che ha dato vita a questa iniziativa ha le sue origini già nel 2003, con l’avvio dei lavori di riordino dei grandi fondi documentari relativi all’assistenza erogata dal nostro ente tra il Sette e il Novecento, grazie al progetto Milano sconosciuta ritrovata sostenuto con generosità dalla Fondazione Cariplo e con il contributo della Regione Lombardia. Con l’anno scolastico 2004-2005, a tale programma d’interventi archivistici è stato affiancato un innovativo Laboratorio di didattica della storia, intitolato A scuola di carità – Alle radici della solidarietà ambrosiana, che ha coinvolto le scuole secondarie milanesi e lombarde in un percorso di avvicinamento alle fonti documentarie.

I frutti di questo lavoro sono confluiti nei pannelli di tre mostre divulgative itineranti, le quali costituiscono il cuore del percorso proposto a Palazzo Marino: dopo una parte introduttiva vengono illustrate le iniziative milanesi per il ricovero e il reinserimento sociale di disoccupati, mendicanti e inabili al lavoro nella sezione intitolata Senza casa, senza lavoro 1784-1978. Segue Zero in condotta!? 1817-1972, che offre al visitatore la possibilità di conoscere l’esperienza dell’Istituto Derelitti di Milano nel soccorso ai minorenni disagiati. La terza sezione, I frutti della carità. Protagonisti dell’assistenza a Milano 1738-1964, propone invece i percorsi di vita individuali di alcuni benefattori, amministratori e assistiti.

L’itinerario si conclude con alcune anticipazioni sul nuovo Laboratorio permanente di ricerca storica e di didattica delle fonti documentarie, artistiche e del territorio L’Officina dello storico, attivato nel corrente anno scolastico in collaborazione con l’Istituto Regionale di Ricerca Educativa (ora Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica ex IRRE Lombardia) e l’associazione Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia (IRIS) come sviluppo delle precedenti esperienze in ambito didattico, con un significativo allargamento dalla semplice didattica degli archivi alla valorizzazione delle diverse tipologie di fonti storiche che costituiscono il patrimonio dell’Ente.



OSPEDALE CA’ GRANDA – MILANO

La Ca’ Granda di Milano



Il cortile interno del Richini, I metà del ‘600

L’edificio fu fatto costruire da Francesco Sforza nel 1453 per dotare la città di Milano di una moderna istituzione, simile allo Spedale degli Innocenti a Firenze. L’incarico fu affidato all’architetto fiorentino Filarete.

L’ospedale fu disegnato con criteri di modernità: ad esempio, le camerate per i malati erano dotati di canaline percorse dall’acqua del vicino Naviglio per mantenerne l’igiene ed evitare il diffondersi delle infezioni.

Successivamente la costruzione fu affidata agli architetti lombardi Solari e verso la fine del ‘400 a Giovanni Antonio Amadeo, che abbellì il portico e le facciate con le decorazioni che oggi vediamo.

La costruzione fu ingrandita nel ‘600, grazie ai finanziamenti di G.P.Carcano. In quel periodo i lavori vengono affidati a Richini, a cui si deve anche il cortile centrale.

Nel 1805, quando la costruzione fu ultimata, l’Ospedale Maggiore aveva una capienza di 2500 posti, maggiore di quella dei più importanti ospedali europei (Hotel Dieu di Parigi, General di Madrid …). L’edificio, o meglio gli edifici che costituivano il complesso, ospitarono l’Ospedale Maggiore fino al suo trasferimento, effettuato nel 1938, nella zona di Niguarda.

Fu deciso di assegnare gli edifici alla nuova Università, ma il progetto non fu attuato immediatamente. L’edificio fu bombardato e notevolmente danneggiato nel ’43, ma soprattutto nel ’44 e’45.

L’opera di restauro ebbe inizio negli anni ’50 ed è continuata in diversi periodi: recentemente si è concluso un ciclo di restauro e pulizia del cortile del Filarete, grazie all’intervento finanziario della Snam S.p.A.

Riferimenti bibliografici


Giugno ’94, a cura di Maria A. Alberti (alberti@dsi.unimi.it)

L’Università degli Studi di Milano ha sede nell’edificio dell’antico “Spedale di Poveri” voluto da Francesco Sforza duca di Milano e da sua moglie Bianca Maria Visconti (sec. XV) “apud omnes partis orbis terrarum stupendum” in segno di gratitudine a Dio per la conquista del Ducato .
La prima pietra fu posta solennemente il 12 aprile 1456 .
L’edificio fu completato nei secoli seguenti fino all’Ottocento, sempre grazie a lasciti e donazioni di cittadini milanesi (uno dei più notevoli quello del banchiere Gian Pietro Carcano, 1621), che ritenevano doveroso contribuire al completamento e al funzionamento dell’Ospedale chiamato familiarmente “la Ca’ Granda”. Fonte di introiti era anche uno speciale giubileo (la cosiddetta “Festa del Perdono”) che si celebrava ogni due anni il 25 marzo, festa dell’Annunciata, sotto la cui protezione l’Ospedale era posto .

Il progetto, affidato da Francesco Sforza all’architetto toscano Antonio Averlino detto il Filarete (1400-1469), fu da questi illustrato nel Trattato di Architettura quale esempio di architettura pubblica nel più ampio contesto di una città ideale, la Sforzinda, in cui era adombrata la Milano Sforzesca. La pianta proposta dal Filarete, basata sul quadrato, aveva chiari riferimenti simbolici religiosi .
Lo schema che sottende l’edificio è un rettangolo formato da dieci quadrati uguali, tra i quali si colloca in posizione centrale la Chiesa .
Le parti laterali, costituite da costruzioni con pianta a croce (“crociera”) quasi a ricordare la sofferenza umana, erano destinate ai malati.
Al centro della “crociera” quattrocentesca (i cui bracci misurano metri 90 di lunghezza, metri 9 in larghezza metri 9 in altezza) in corrispondenza del tiburio si trovava un altare che poteva essere visto da tutti.
Ad ogni letto corrispondeva un piccolo armadio a muro con ribaltina, che faceva da tavolo; inoltre per tutta la lunghezza dei bracci della crociera furono creati corridoi nei quali erano collocati servizi igienici (chiamati “destri”) con soluzioni avveniristiche per l’epoca.

La costruzione ebbe inizio dal lato destro rispetto all’entrata del cortile. Dal quadrilatero tra la Chiesa di S. Nazaro, la via Festa del Perdono e la via Francesco Sforza. Entro tale quadrilatero sono quattro cortili risultanti dalla intersezione dei bracci della crociera secondo il progetto del Filarete, che lasciò i lavori nel 1465.
Della facciata si deve al Filarete il piano terreno (1460-1465), mentre il piano superiore è da ritenere opera del successore Guinforte Solari (1465-1481), anche se l’idea iniziale dellebifore potrebbe essere restituita al Filarete. All’Amadeo (1447-1522) e alla sua scuola si deve il compimento dell’ala verso il cortile centrale: in sostanza l’Amadeo avrebbe ideato il doppio portico, ma non è noto fino a quale punto egli giungesse nella costruzione.
Questo loggiato, rimasto incompiuto, fu trasformato e ultimato da G.B. Pessina un secolo e mezzo dopo (1625-1634).
Il Pessina ebbe infatti l’incarico di rivedere il vecchio progetto: con lui furono F.M. Richini, Fabio Mangone, G.B. Crespi detto il Cerano. Comunque il Richini è ritenuto l’effettivo ideatore del grande cortile barocco, composto da una sequenza a doppio ordine di arcate su colonne: tale cortile è infatti correntemente definito cortile centrale o del Richini; sempre al Richini si deve la corrispondente fronte secentesca verso la via Festa del Perdono.
La seconda crociera, a sinistra del cortile centrale, compreso il cortiletto a colonne, fu costruita dal 1686 al 1701 e fu destinata alle donne. La fronte verso il Naviglio e le altre costruzioni furono attuate da Attilio Arrigoni; nel 1797 fu completato il perimetro esterno da Pietro Castelli.

Il complesso architettonico ha rappresentato per secoli in Italia e in Europa un esempio di avanzata struttura ospedaliera. Esso è stato adibito ad ospedale fino alla seconda guerra mondiale, durante la quale fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti (1943). Alla fine della guerra l’edificio venne assegnato all’Università degli Studi di Milano; i lavori di ricostruzione iniziarono nel 1949 e l’Ateneo vi pose ufficialmente la sua sede nel 1958.

L’opera di restauro e di ristrutturazione venne eseguita, recuperando con amore tutto il possibile materiale autentico e accostando con misura il moderno all’antico, da una équipe di tecnici, fra i quali ricordiamo gli architetti Ambrogio Annoni, Piero Portaluppi e Liliana Grassi.
A Liliana Grassi si deve buona parte del restauro dell’edificio soprattutto della “crociera” quattrocentesca, condotto con il rigore scientifico che le derivava dalla profonda ed estesa conoscenza dell’architettura del Quattrocento lombardo nei suoi aspetti tecnici e formali, e in pari tempo con la sensibilità ai valori spaziali ed estetici, restituiti al pubblico in una forma che conserva intatta l’atmosfera di austerità e di emozione per cui quei luoghi erano stati creati.

Come già detto, questo prestigioso monumento è la sede centrale dell’Università. Più precisamente qui si trovano: il Rettorato, alcuni Uffici amministrativi e due Facoltà umanistiche (Giurisprudenza, Lettere e Filosofia). Frequentemente diventa sede di manifestazioni culturali e di congressi scientifici nazionali e internazionali .


Prospettiva della facciata dell’Arcispedale di S. Maria Nuova – 1707

in La nuova città – Quaderni della Fondazione Giovanni Michelucci n. 6/7 1985


in  Basaglia Franco e Basaglia Franca, Morire di classe: la condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, Einaudi 1969


Associazione Dino Campana, Di che cosa parliamo quando parliamo di ospedale psichiatrico, Atti del convegno maggio 1988, Como


Venezia: L’ ex ospedale psichiatrico sull’isola S. Clemente


VINCENT VAN GOGH: L’OSPEDALE PSICHIATRICO DI ARLES



Italia Donati, una giovane maestra elementare cresciuta in una poverissima famiglia di contadini nella Toscana del secondo Ottocento


Le  Pubbliche Assistenze (formazioni associative nate all’interno dei gruppi mazziniani e garibaldini negli anni ’80 dell’Ottocento)

Scuola infermieri a Prato, 1907. Fonte: “Storie nella storia. La solidarietà dall’Ottocento al Duemila attraverso le immagini e i documenti delle Pubbliche Assistenze”, organizzato dall’Anpas – associazione nazionale pubbliche assistenze, Spoleto 2004


Anchise, la fatica del lavoro di cura

vedi anche: Miti e storie di ieri e di oggi

Sorgente: Politica dei servizi sociali: Arte, pittura, architettura

ISTAT, Interventi e servizi sociali dei comuni, dati del 2011, pubblicati nel 2014


panoramica sulle attività socio-assistenziali realizzate e gestite a livello locale dai comuni e dalle varie forme associative fra comuni limitrofi, con il dettaglio territoriale regionale.

Indice delle tavole(pdf 84 KB)Tavole(zip 683 KB)Nota metodologica(pdf 121 KB)Glossario(pdf 249 KB)

Sorgente: Interventi e servizi sociali dei comuni

IN GIRO PER IL WELFARE #06 IL FUTURO DEL WELFARE, con Paolo Ferrario e Alessandro Martelli | a cura di Giusi Palermo e Maria Teresa Consoli, a Radio Lab Catania


ASCOLTA LA PUNTATA del 6 giugno 2015:

vai a: https://www.mixcloud.com/RadioLabCatania/in-giro-per-il-welfare-06-il-futuro-del-welfare/

IN GIRO PER IL WELFARE #06 IL FUTURO DEL WELFARE
6 GIUGNO 2015 | GIUSI PALERMO | CONDIVIDI:   

welfare

IN QUEST’ ULTIMA PUNTATA DI IN GIRO PER IL WELFARE 2015, LA “RUBRICA DENTRO LA RUBRICA” DI OPEN, RIPERCORREREMO GLI ARGOMENTI TRATTATI NEL CORSO DELLA STAGIONE IN COMPAGNIA DELLA PROF.SSA M.T. CONSOLI (UNICT), CHE INSIEME A NOI HA CURATO I CONTENUTI E LA CONDUZIONE DI QUESTA RUBRICA DI APPROFONDIMENTO TUTTA DEDICATA AL WELFARE.
GLI ARGOMENTI SU CUI ABBIAMO CONCENTRATO LA NOSTRA ATTENZIONE NEL CORSO DI QUESTI MESI SONO STATI: WELFARE E SPESA SOCIALE; POVERTÀ; IMMIGRAZIONE; SERVIZI SOCIO EDUCATIVI E SERVIZI SOCIO SANITARI.
DOPO AVER AFFRONTATO QUESTE TEMATICHE CI AVVIAMO, ADESSO, ALLA CONCLUSIONE DELLA RUBRICA DISCUTENDO SU ALCUNI PUNTI CARATTERIZZANTI LA RIFLESSIONE ATTUALE SUL “WELFARE E SUL SUO FUTURO”.

LO FAREMO, COME SEMPRE, IN COMPAGNIA DI MASSIMI ESPERTI DEL SETTORE, IL PROF. PAOLO FERRARIO, CHE HA INSEGNATO POLITICA E LEGISLAZIONE SOCIALE IN VARIE UNIVERSITÀ E ISTITUTI SCOLASTICI E ALESSANDRO MARTELLI, PROF. ASSOCIATO POLITICA SOCIALE, UNIVERSITÀ DI BOLOGNA.


la puntata precedente:

IN GIRO PER IL WELFARE #04 SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI
7 MARZO 2015 | GIUSI PALERMO | CONDIVIDI:

serv socio edu

OGGI, IL PROF.RE PAOLO FERRARIO E LA PROF.SSA TERESA CONSOLI, CI AIUTERANNO A CAPIRE COSA SONO I ‪SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI‬

ascolta la puntata del 7 marzo 2015

http://www.radiolab.it/giro-per-il-welfare-04-servizi-socio-educativi/

Risorse per politiche sociali aggiornate al 20/05/2015


21/05/2015) Il Settore “salute e politiche sociali” della Segreteria della Conferenza delle Regioni ha effettuato un aggiornamento sulle risorse disponibili per le politiche sociali, dopo che nel corso della Conferenza Unificata del 7 maggio sono stati ripartiti ulteriori fondi destinati al Piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio–educativi per la prima infanzia (Piano Asili Nido: 100.000.000 euro), al Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (13.000.000 euro), e alla ripartizione del fondo nazionale per le politiche giovanili (3.924.690 euro).
Il monitoraggio è pubblicato nel sito http://www.regioni.it nell’archivio della sezione “politiche sociali”:
Sono state quindi aggiornate le diverse e seguenti tabelle che riguardano:
1) Fondo nazionale politiche sociali;
2) Fondo per le non autosufficienze;
3) Fondo nazione delle politiche per la famiglia;
4) Fondo nazionale per le politiche giovanili;
5) Fondo pari opportunità;
6) Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;
7) Fondi politiche sociali;
8) Altri fondi per le politiche sociali.

 

Regioni.it – n. 2728 del 21-05-2015 – Politiche sociali: aggiornamento Fondi dopo risorse da Unificata 7 maggio – Regioni.it.

Catalogo CAROCCI EDITORE: libri in materia di SERVIZI E POLITICHE SOCIALI, 2015


SERVIZI E POLITICHE SOCIALI

  • Organizzazione e amministrazione dei servizi
  • Politiche sociali
  • Modelli e fondamenti dell’intervento sociale
  • Metodi, tecniche e problemi dell’intervento
  • Lavoro socio-educativo
  • Non profit

vai al file di 8 pagine:

OLIVETTI MANOUKIAN FRANCA, Oltre la crisi. Cambiamenti possibili nei servizi sociosanitari, Guerini e Associati editore, Milano 2015, p. 188


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Politiche sociali: ripartiti tre fondi – da Regioni.it – n. 2719 del 08-05-2015


Piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio–educativi per la prima infanzia (Piano Asili Nido), al Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere e infine alla ripartizione del fondo nazionale per le politiche giovanili

vai a

Regioni.it – n. 2719 del 08-05-2015 – Politiche sociali: ripartiti tre fondi – Regioni.it.

Nuovo ISEE, le risposte ai quesiti, maggio 2015


vai a:

QPA – Nuovo ISEE, le risposte ai quesiti.

Ferrario Paolo, E’ TEMPO DI CONVERGERE SU PROBLEMI TRA PROFESSIONI, essere professionisti sociali dentro città in crisi, in ANIMAZIONE SOCIALE n. 288, 2015, pagg. 100-102



scarica l’articolo in formato word:

PFerrario animazione sociale 2015


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Nell’ultimo numero

intervista
Se psiche vive nella storia
Il senso della cura nella società che produce malessere
Intervista a Marina Valcarenghi a cura di Paolo Bartolini

studi
La speranza sta nella tenuta delle «piode»
Quando storie di esclusione e luoghi abbandonati vengono a rigenerarsi insieme
Samuele Poletti

prospettive
Il quotidiano fare i diritti sul territorio
Sei interrogativi di un «laboratorio urbano» tra operatori in territori deprivati
A cura di Raffaella Palladino

Inserto del mese: Aprire strade locali di welfare/2

Ricreare reti di reciprocità in quartieri fragili
*Intessere i quartieri di reciprocità
*I movimenti della creazione sociale nelle città
*Per una libertà fraterna, quella del «yes, we can»
*Educarci a una cultura dell’ego-solidarietà
A cura di Roberto Camarlinghi, Francesco d’Angella
Testi di Nadia Conticelli, Duccio Demetrio, Antonia De Vita, Sergio Manghi

metodo

Appunti su vecchie e nuove gruppalità
Il lavoro di gruppo e le leadership nei servizi e nel sociale
Ugo Corino

luoghi&professioni
Quando a scuola l’inclusione è una danza elegante
Un apprendimento per partecipazione in cui ognuno porta le sue diversità
Ivana Paganotto

bazar
discussione È tempo di convergere su problemi tra professioni, Paolo Ferrario
discussione Il dilemma del welfare alla luce della regola del 20-80, Michele Marmo, Gino Mazzoli 
diari Entrare nelle case dove c’è il cattivo odore, Alessandro Forneris
diari Ma che ore sono, alla faccia della governance?, Luca Da Zanche
diari Ma dove vai bellezza in bicicletta?  Federica Giampedrone
diari tre piccoli fratellini e una storia molto difficile,  Alessandra Rossi
locande Se andate a Locarno lo chef Perriard vi attende, Brunello Buonocore

Il numero 288 è disponibile.
Per chi desiderasse acquistare una copia il costo è di € 8,50 comprensivo di spese di spedizione da versare con c/c postale o bancario. le indicazioni le trovate qui.]


vai al link della rivista:

http://www.gruppoabele.org/animazione-sociale

Fondo per le non autosufficienze e Fondo per le politiche sociali, da Regioni.it – n. 2695 del 01-04-2015


decreto per il riparto delle risorse assegnate al Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2015: si tratta di 400 milioni di cui 390 destinati alle Regioni e alle Province autonome.
 
L’altra Intesa riguarda invece il decreto concernente il riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali per l’anno 2015 che ammonta ad € 312.992.666 di cui € 278.192.953 destinati alle Regioni e alle Province autonome.

Regioni.it – n. 2695 del 01-04-2015 – Welfare: intese su riparto fondo per non autosufficienza e per politiche sociali – Regioni.it.

GUIDI PAOLO e MORDEGLIA SILVANA (a cura di), Percorsi di ricerca in servizio sociale, Ecig Universitas, 2015


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“Domanda di assistenza infermieristica in continua crescita” – Federazione IPASVI, 2015


Sono 8.700.000 gli italiani che nel 2014 hanno usufruito di prestazioni di assistenza infermieristica erogate privatamente e hanno speso per queste, di tasca propria, 2,7 miliardi di euro. Di questi, 6.900.000 di assistiti hanno chiesto prestazioni una tantum, mentre 2.300.000 hanno avuto bisogno di prestazioni continuative. Ad aver bisogno di un’assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale non ha garantito sul territorio sono stati il 44,4% dei non autosufficienti (1.400.000 persone), il 30,7% dei malati cronici (2.800.000) e il 25,7% degli ultrasettantenni (2.300.000). 
I dati sono quelli della ricerca del Censis “Infermieri e nuova sanità: opportunità occupazionali e di upgrading. Le prestazioni infermieristiche nella domanda di assistenza sul territorio”, elaborata per la Federazione dei Collegi IPASVI in occasione del XVII Congresso nazionale, che si apre oggi a Roma e che per tre giorni vedrà riuniti gli infermieri d’Italia per dibattere sul ruolo di questa figura professionale nella nuova Sanità e per sancire un nuovo patto per l’assistenza con i cittadini.

Secondo l’indagine, la necessità per le famiglie di contenere le spese – giudicata sottostimata dagli autori dell’indagine per una fetta consistente di prestazioni che sicuramente, per colpa della crisi economica, sono richieste in nero dai cittadini agli stessi operatori – e la propensione a figure professionali non infermieristiche alimenta il fenomeno dell’inappropriatezza delle prestazioni. Oltre 4.200.000 italiani nei dodici mesi precedenti l’intervista del Censis si sono rivolti a figure non infermieristiche (badanti, familiari, conoscenti, etc.) per avere prestazioni di tipo sanitario per varie ragioni: la fiducia nella persona cui si fa ricorso (42%), il costo eccessivo di un infermiere (33,7%), la convinzione che per alcune prestazioni in realtà l’infermiere non sia indispensabile (31,5%). La maggioranza si dichiara tutto sommato soddisfatta delle prestazioni avute, e giudica gli eventuali danni subiti “residuali”.

….

tutto l’articolo qui

“Domanda di assistenza infermieristica in continua crescita” – Federazione IPASVI.

PAOLO FERRARIO E TERESA CONSOLI, CI AIUTERANNO A CAPIRE COSA SONO I ‪SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI‬, da In Giro per il Welfare, Radio Lab Catania, 7 marzo 2015


OGGI, IL PROF.RE PAOLO FERRARIO E LA PROF.SSA TERESA CONSOLI, CI AIUTERANNO A CAPIRE COSA SONO I ‪SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI‬

 

per ascoltare  la puntata vai a:

In Giro per il Welfare #04 Servizi Socio-educativi | Radio Lab Catania.

Monza, tre incontri per fare il punto sull’Isee, a cura di LHEDA, 2015


Monza, tre incontri per fare il punto sull’Isee

Appuntamenti in programma il 6, il 13 e il 28 marzo a Monza, Seregno e Vimercate. Baldinu (Uildm): “C’è grande bisogno di chiarezza, soprattutto tra le famiglie”.

Tre incontri per fare il punto sulle modalità di applicazione del nuovo Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente), in modo particolare all’indomani delle sentenze del TAR del Lazio che hanno parzialmente modificato l’impianto di calcolo di una delle due componenti dell’Isee. L’iniziativa, dal titolo “L’entrata in vigore della riforma Isee. Cosa cambia per Comuni e per le persone con disabilità in Lombardia” è stata organizzata da Auser Brianza, in collaborazione con la sede Uildm di Monza, Anffas, Coordinamento Disabilità & diritti e il Centro servizi volontariato di Monza e Brianza. Gli inc ontri erano stati organizzati prima delle recenti sentenze del TAR, e saranno dunque l’occasione per affrontare i dubbi e i problemi che emergono in questa fase di incertezza.

Tre gli appuntamenti in programma: venerdì 6 marzo dalle ore 9 alle 13 presso la “Casa del volontariato” di Monza (via Correggio Allegri, 59); venerdì 13 marzo dalle ore 9 alle ore 13 presso la sala “Monsignor Luigi Gandini di Seregno (via XXIV Maggio); sabato 28 marzo dalle 9 alle 13 presso l’auditorium della biblioteca di Vimercate (piazza Unità d’Italia 2/G).

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I SERVIZI SOCIOEDUCATIVI E LE POLITICHE SOCIALI, discussione informativa e formativa fra Paolo Ferrario, Teresa Consoli e Giusi Palermo, a RADIO LAB, Catania, 28 febbraio 2015. AUDIO


I SERVIZI SOCIOEDUCATIVI E LE POLITICHE SOCIALI,

discussione informativa e formativa fra Paolo Ferrario, Teresa Consoli e Giusi Palermo

AUDIO DELLA CONVERSAZIONE:

 

RADIO LAB, Catania, 28 febbraio 2015

la nota informativa su twitter:
‪#‎oggi‬ ‪#‎InGiroPerIlWelfare04‬ alle ‪#‎ore16‬ ad Open spazi aperti per il sociale
il prof.re Paolo Ferrario e la prof.ssa Teresa Consoli Laposs Università Di Catania ci aiuteranno a capire cosa sono i ‪#‎ServiziSocioEducativi‬
‪#‎seguiteci‬ su Radio Lab e in ‪#‎fm101‬
‪#‎stayTuned‬

sito di RADIO LAB: http://www.radiolab.it/

 

Pesaresi Franco (a cura di), IL NUOVO ISEE E I SERVIZI SOCIALI, Maggioli editore, 2015


Novità gennaio 2015
Il Decreto 159/2013,
gli effetti attesi, indicazioni per le modifiche ai regolamenti
IL NUOVO ISEE E I SERVIZI SOCIALI

IL NUOVO ISEE E I SERVIZI SOCIALI

Il lungo percorso del nuovo ISEE, cominciato con il d.P.C.M. n. 159/2014, è arrivato al termine, con il provvedimento contenente la nuova DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e le istruzioni per la sua compilazione.

A questo punto gli enti erogatori dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni, ridefinendo cioè i regolamenti che fissano soglie di accesso e fasce di compartecipazione al costo dei servizi.

Tutte le novità del nuovo ISEE sono trattate minuziosamente anche attraverso la presentazione di alcuni casi esemplificativi.

Sono poi illustrati i principali effetti sugli enti locali, che dovranno adeguarsi all’applicazione del nuovo strumento per l’erogazione di propri servizi e declinata l’applicazione del nuovo ISEE nelle principali aree tematiche di interesse per il mondo del welfare: disabilità, anziani e prima infanzia.

Per concludere, il volume propone significative indicazioni pratiche e utilissimi spunti di possibili modalità di utilizzo dell’ISEE per coloro che si trovano alle prese con la revisione di regolamenti.

Corredato di un Cd-Rom con software per il calcolo dell’ISEE del dr. Michele Cruciano, il volume è stato pensato specificamente per l’Ufficio Servizi Sociali dei Comuni.

1.
IL DIBATTITO CHE HA PORTATO AL NUOVO ISEE

2.
CARATTERISTICHE E CONTENUTI DEL NUOVO ISEE

3.
GLI EFFETTI ATTESI SUI COMUNI

4.
L’ISEE E LE PERSONE CON DISABILITÀ

5.
ISEE: EFFETTI ATTESI SULL’AREA ANZIANI

6.
COSA CAMBIA NEI SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA

7.
NUOVO ISEE E FAMIGLIE NUMEROSE

8.
ALCUNE RICADUTE GESTIONALI

9.
L’APPLICAZIONE DELL’ISEE CORRENTE

10.
IPOTESI DI UTILIZZO DELL’ISEE NEI REGOLAMENTI

Allegati:
– DECRETO 8 marzo 2013 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali: “Definizione delle modalità di rafforzamento del sistema dei controlli dell’ISEE”.
– Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159: “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”.

Franco Pesaresi, Direttore Azienda Servizi alla Persona “Ambito 9” Jesi (AN).

DA

IL NUOVO ISEE E I SERVIZI SOCIALI.

Associazione LE VELE: SERVIZI SOCIALI, EDUCATIVI, CULTURALI, Pioltello (MIlano), newlewtter n. 1 2015 1


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Riforma Costituzione. Camera conclude esame emendamenti. Allo Stato esclusività su politiche salute e sociali. A Regioni organizzazione e programmazione dei servizi, 14 febbraio 2015


Alla fine la Camera ha concluso l’esame del ddl di riforma della Costituzione che, oltre all’abolizione del Senato elettivo e legslativo, cambia anche il titolo V con una netta separazione delle competenze in materia sanitaria tra lo Stato e le Regioni. Per il PD, “con il nuovo art. 117 si pone fine alla disomogeneità dei sistemi sanitari”. 

14 FEB – La Camera ha concluso ieri notte l’esame degli articoli e degli emendamenti del disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”. Il testo già approvato in prima lettura dal Senato e una volta ratificato dalla Camera (il voto finale è atteso ai primi di marzo), dovrà comunque tornare al Senato in “prima lettura”, perché il testo è stato modificato, e poi, nel caso Palazzo Madama non lo modifichi ulteriormente, tornare al voto delle due Camere per il secondo passaggio, come previsto per le riforme costituzionali.
In caso di approvazione finale con meno dei due terzi dei voti, e quindi a maggioranza semplice, la riforma dovrà comunqe essere sottoposta a referendum confermativo prima della sua effettiva entrtata in vigore.

Per la sanità cambiano i rapporti di “forza” tra Stato e Regioni. Con il nuovo articolo 117 del titolo V, infatti, si ampliano le competenze statali prevedendo l’esclusività della potestà legislativa dello Stato non solo nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni ma anche nelle “disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e per le politiche sociali”.

 
Questo la nuova lettera m) dell’art. 117 modificato dalla Camera:
(…) Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
(…)
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; disposizioni generali e comuni per la tutela della
salute; per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare (…).

Alle Regioni, invece, resta “la potestà legislativa in materia di (…) di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali“.
 
C’è infine anche una cosiddetta clausola di “supremazia”, che lo Stato può esercitare “lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale“. E’ quanto previsto infatti da un altro comma del ddl di riforma costituzionale sempre riferito all’art. 117, che recita: “Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando

lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale“.

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Riforma Costituzione. Camera conclude esame emendamenti. Allo Stato esclusività su politiche salute e sociali. A Regioni organizzazione e programmazione dei servizi – Quotidiano Sanità.

DARE CORPO ALLA CAPACITA’ DI ASPIRARE DENTRO CITTA’ IN CRISI, analisi e riflessiona dell’Ordine assistenti sociali della Regione Puglia, in ANIMAZIONE SOCIALE n. 286, pagg. 38-73


ANIMAZIONE SOCIALE 1923

il concetto – chiave dei LEGAMI DEBOLI (LOOSE COUPLING) che producono LEGAMI FORTI nelle strutture sociali e nelle organizzazioni, da Olivetti Manoukian Franca, Stato dei servizi, Il Mulino, 1988, p. 183


loose coupling legami deboli1922

I vincitori del premio “Costruiamo il Welfare di domani” – da Scambi di Prospettive, febbraio 2015


circa un anno fa avevamo proposto il Premio Cnoas, Irs e PSS per dare valore all’innovazione, denominato: “Costruiamo il welfare di domani nei territori”
Per partecipare era necessario inviare contributi che riportassero esperienze innovative di welfare territoriale nell’ottica dello sviluppo di un welfare “comunitario” secondo i criteri delineati nel bando.
L’intento è stato di far emergere e valorizzare, partendo da contributi degli attori sul campo, concrete buone scelte e buone pratiche di azione e di intervento, che permettessero di attivare fra i partecipanti e più ampiamente con i lettori, confronti, scambi, contaminazione di idee e punti di vista volti alla realizzazione e allo sviluppo ulteriore di nuovi progetti e interventi locali, sovralocali e professionali, significativi, utili, praticabili.
Oggi, a meno di un anno dal suo lancio, siamo arrivati alla fase conclusiva del Premio: dei 24 contributi arrivati entro i termini stabiliti ne sono stati scelti 10, che in maniera più completa, approfondita e chiara hanno risposto ai criteri di ammissione al bando.

Questi 10 articoli verranno pubblicati su PSS nei prossimi mesi e successivamente in un unico Quid in pdf. I primi tre articoli sono già stati pubblicati nel numero di gennaio di PSS.

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I vincitori del premio “Costruiamo il Welfare di domani” – Scambi di Prospettive.

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