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Como. CITTADELLA DELLA SALUTE: il futuro dell’area dell’ex 0spedale S. Anna, documentazione sul progetto partecipativo al 19 ottobre 2017

Abbiamo pensato di consegnare al primo cittadino i nostri progetti, quello socio-sanitario e quello urbanistico, in modo che possa essere aggiornato sul lavoro svolto.

Riteniamo che gli argomenti sui quali concentrarsi possano essere gli stessi contenuti nelle domande che avevamo posto ai candidati sindaci nella fase pre-elettorale in un incontro al quale l’attuale sindaco non aveva partecipato.

Alleghiamo sia i progetti che le domande in modo che tutti e tutte ne siate a conoscenza.

Si è ribadita la necessità di rilanciare fortemente la discussione sul futuro dell’area ex s. Anna e si è discusso in merito allo strumento più idonea per raggiungere la maggior parte della popolazione.

Si è pensato di promuovere un’iniziativa pubblica  in data da definire nella seconda settimana di novembre in luogo ancora da definirsi, alla quale invitare anche le istituzioni comunali e i rappresentanti dell’ASST.

Crediamo che il destino dell’ex Ospedale sia un argomento molto importante per l’identità della nostra città, ma solo una grande partecipazione può dare al comitato la forza di perseguire il raggiungimento degli obiettivi.

Chiediamo a chiunque degli aderenti voglia farsi portavoce di un’istanza particolare in occasione dell’incontro pubblico, di farcelo sapere in modo da organizzare una scaletta che sia rappresentativa delle nostre proposte.

Per l’organizzazione dell’iniziativa ci troveremo Martedì 31 ottobre alle ore 18.00 presso la sede dell’Auser  in Via Castellini 19.

Cordiali saluti

Manuela Serrentino e Marco Lorenzini

DOCUMENTAZIONE

LE DOMANDE PER I CANDIDATI SINDACI:

  • La riforma prevede anche una integrazione con l’assessorato ai servizi sociali del Comune, in quanto le persone con patologie croniche (anziani, pazienti psichiatrici, persone fragili e/o a rischio di emarginazione, persone con disabilità) hanno bisogni complessi che non possono essere definiti con l’ottica delle sole prestazioni sanitarie. Quale modalità di collaborazione i candidati sindaci intendono mettere in atto? Quali servizi sociali si propone di spostare nell’area dell’ex S. Anna, con quale tempistica e con quali risorse?
  • Come i candidati sindaci pensano di agire nei confronti di ASST affinchè il parco dell’ospedale e la piazza pubblica prevista nella zona antistante il monoblocco possano essere aperti all’uso della città, in modo da avvicinare più facilmente il cittadino/utente alla struttura sanitaria?
  • Un punto importante della proposta del Comitato della Cittadella della salute è la promozione e la partecipazione dei cittadini e delle associazioni di volontariato, sia nella definizione dei progetti individualizzati, ma soprattutto nel facilitare l’accesso alle cure da parte di soggetti svantaggiati,  a rischio di emarginazione o con scarse risorse. Come i candidati sindaci   intendono  procedere per  rendere attivo questo servizio?
  • Una delle patologie croniche in aumento è quella riguardante le malattie dell’apparato respiratorio. Poichè Como è una delle città più inquinate, quali azioni intendono metter in campo i Candidati sindaci per limitare queste problematiche? Quale impegno si assumono nel richiedere annualmente la situazione epidemiologica dei cittadini?
  • L’autosilo di Via Napoleona, costruito con risorse pubbliche è un costo per il Comune sia per i mancati introiti che per gli elevati costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Come il candidati Sindaci intendono valorizzare questa struttura?
  • Il raggiungimento dell’interesse pubblico è compito della Pubblica Amministrazione. Come i candidati sindaci interpretano questo mandato rispetto alla realizzazione della Cittadella della salute, in considerazione del fatto che l’ospedale è stato spostato fuori dalla città? C’è l’intenzione di variare i parametri urbanistici (superfici, volumi, destinazione d’uso) relativi al Comparto ex S. Anna?
  • In relazione alla Carta delle reti ciclo-pedonali che prevedono collegamenti tra i quartieri di Rebbio e Camerlata ed inserimento della ciclo-pedonale della Val Mulini, si chiede ai candidati sindaci come intendono realizzare il collegamento tra l’autosilo val Mulini e il comparto ex Sant’Anna per garantire un attraversamento della Napoleona da parte dell’utenza ciclo pedonale in totale sicurezza e come intendono rispondere tempestivamente alla richiesta di apertura dei due cancelli, limitatamente al passaggio di un pedibus, per il raggiungimento, senza vetture, della scuola di S. Carporforo, progetto , tra l’altro, già proposto sulla piattaforma Come voglio Como?

 

Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna

Proposta urbanistica relativa all’area del vecchio Sant’Anna

La procedura di variante al PGT avviata da questa amministrazione non prevedeva la variazione al  Documento di Piano, per tanto è chiaro che il contenuto della scheda allegata al D.d.P. relativa all’ambito “Ex Sant’Anna” non è mutata in nulla rispetto a quanto in nostra conoscenza (%  edificazione privata, % edificazione pubblico,  viabilità interna al comparto, aree adibite a spazi pubblici, ecc.).

Ciò che poteva essere variato era il contenuto del Piano dei Servizi relativo alle aree limitrofe il Comparto ex Sant’Anna.

Nei precedenti contributi forniti al Comune dalle parti sociali (tra i quali anche quello del Comitato “Quale futuro per Rebbio”) si rilevava una mancanza di intenti e si chiedeva che il Piano dei Servizi non fosse un mero adempimento burocratico ma uno strumento che delineasse chiaramente la visione che questa Amministrazione aveva per la nostra città.

Nella relazione che accompagna l’attuale variante al capitolo 13 “Il Piano dei servizi” viene detto chiaramente che la struttura portante del piano dei servizi sarà possibile modificarla solo con una variante generale al P.G.T. e che questa variante si è limitata : 

  • alla puntuale ricognizione dei servizi esistenti ;
  • all’individuazione dei nuovi servizi definiti di progetto considerati strategici per i potenziamento di quelli esistenti;

Quanto sopra premesso ci si limiterà ad evidenziare alcune riflessioni in merito agli elaborati variati e a quanto contenuto nella relazione a corredo della variante in adozione:

Ricognizione dei servizi esistenti: si riconosce un netto miglioramento degli elaborati a corredo del piano dei servizi riguardanti il rilievo dello stato di fatto ed una più chiara indicazione dei servizi di progetto. D’altro canto permane la mancanza di un documento di sintesi che rilevi in maniera puntuale la quantità e la qualità dei servizi esistenti e la quantificazione della spesa relativa alla manutenzione dei servizi esistenti e alla realizzazione d quelli in progetto; tale mancanza non consente un reale dialogo con il “Piano triennale delle Opere pubbliche” che programma la realizzazione delle opere pubbliche in base alla fattibilità economica delle stesse e alle priorità individuate dall’amministrazione. 

Carta delle reti ciclo-pedonali e dei principali terminal del trasporto collettivo: si riconosce una migliore pianificazione (ad es.: collegamento fra i quartieri di Rebbio e Camerlata ed inserimento della ciclo-pedonale della Val Mulini) della stessa rispetto alla tavola precedente sia a livello di lettura che di idea progettuale. Si evidenziano comunque alcune considerazioni/perplessità che permangono e precisamente:

  • Sarebbe opportuno esplicitare in maniera più chiara il collegamento fra il comparto ex Sant’Anna e l’autosilo Val Mulini in quanto così facendo si potrebbe garantire un attraversamento della Napoleona da parte dell’utenza ciclo-pedonale in totale sicurezza con un percorso totalmente svincolato dalla viabilità principale;
  • Sarebbe opportuno prevedere in attraversamento alla Napoleona un percorso protetto che colleghi la Via Colonna con la Via Turati;
  • Sarebbe opportuno prevedere un collegamento fra la Varesina ed il compendio di Villa Giovio;

Carta del sistema della mobilità: scenario di piano a lungo termine: questa tavola non è stata praticamente variata e le motivazioni sono le medesime evidenziate in premessa. Tuttavia si auspica che con la variante generale venga prevista una fermata ferroviaria in prossimità del Autosilo Val Mulini, in quanto ad oggi la realizzazione della metro-tranvia risulta alquanto improbabile.

Opere all’interno del Comparto Ex Sant’Anna: come già esplicitato in premessa si è coscienti del fatto che senza una variante generale non sia stato possibile modificare i contenuti del Documento di Piano. Indipendentemente da ciò si chiede comunque che le previsioni contenute all’interno della scheda tecnica allegata al D.d.P. relative alle opere pubbliche vengano comunque attuate almeno in parte. Si auspica per tanto che venga realizzata la piazza pubblica antistante il monoblocco ed attivata la viabilità al contorno di modo da consentire un reale collegamento fra il Comparto Ex Sant’Anna e il territorio circostante (apertura dei cancelli sulla Via Colonna e sulla Via T. Rimoldi).

La bozza del documento è stata elaborata da Antonella Pinto, Marco Ponte, Gianluigi Fammartino, Marco Lorenzini


Comitato per la riqualificazione dell’area ex Ospedale S. Anna

Proposta sanitaria e socio-sanitaria relativa all’area del vecchio Sant’Anna

In attesa della stesura da parte della nuova dirigenza del  Piano di Organizzazione Strategica Aziendale (POAS), che dovrebbe tradurre le indicazioni regionali in azioni concrete, il Comitato della Cittadella della salute, ribadisce l’importanza di mettere al centro dell’attenzione l’area dell’ex S. Anna, come luogo  ideale per realizzare l’integrazione sociosanitaria.

Anche le Regole di gestione del servizio socio sanitario 2016, emesse dalla Regione Lombardia, prevedono la ricostruzione della filiera erogativa tra ospedale e territorio riconoscendo come criterio prevalente quello della presa in carico del paziente.

Da sempre il Comitato sostiene che l’attuale  frammentazione dei servizi alla persona sul territorio, non favorisce l’accesso alle cure, soprattutto per quanto riguarda le persone più svantaggiate. Nell’ottica della presa in carico del paziente, come criterio prevalente, noi pensiamo che l’area dell’ex s. Anna si presti ad essere il luogo della ricomposizione, che favorisca:

  • riconoscibilità e visibilità sul territorio come struttura che concentra attività e servizi;
  • accessibilità e unitarietà, racchiudendo in sé attività attualmente disperse
  • integrazione, garantendo servizi integrati in rete tra sanitario, socio sanitario e sociale
  • semplificazione, poiché opera integrando i servizi e i percorsi
  • appropriatezza, procedendo tramite percorsi assistenziali specifici e presa in carico dei soggetti multiproblematici

Perché questo si realizzi è necessario il coordinamento dei  vari soggetti che intervengono nel processo di presa in carico, i cui obiettivi devono essere condivisi:

  • garantire la continuità assistenziale sette giorni su sette e per le 24 ore. Questo significa creare un punto di accesso in alternativa al pronto soccorso, attualmente utilizzato anche per situazioni di lieve o media gravità che però non trovano risposte adeguate a livello territoriale, permettendo di sgravare il PS dai casi non urgenti.
  • ricomporre separazioni storiche esistenti tra le professioni sanitarie e realizzare concretamente l’attività interdisciplinare e multidisciplinare, integrando così le prestazioni sanitarie con quelle sociali
  • sviluppare modalità semplificate di presa in carico dall’ospedale al domicilio e viceversa, considerando in particolare le fragilità (anziani e cronici) ed evitando il fenomeno dell’abbandono dei soggetti al termine dell’episodio di ricovero.
  • sviluppare programmi di prevenzione per tutto l’arco della vita, basati su conoscenze epidemiologiche e sulla partecipazione informata dei cittadini. Riteniamo infatti che i cittadini devono avere nella struttura la possibilità di interagire con istituzioni ed esperti: per costruire la mappa dei rischi  e dei danni del proprio territorio al fine di individuare gli strumenti più idonei per ridurli o eliminarli;  per poter esprimere e individuare i bisogni emergenti e le relative proposte per il miglioramento dei servizi.
  • offrire occasioni di formazione permanente degli operatori con particolare riguardo al lavoro di gruppo
  • promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini e delle associazioni di volontariato con uno spazio dedicato in modo da garantire la conoscenza dei diritti e l’erogazione di servizi sanitari e sociosanitari esigibili.
  • organizzare e coordinare risposte da dare al cittadino nelle sedi più idonee, privilegiando il domicilio e il contesto sociale delle persone.

Pertanto si ipotizza un contenitore i cui aspetti principali sono:

  • Area pubblica: comprende accoglienza e orientamento ai servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali. Il cittadino, appena varcata la soglia della Cittadella, si dirige al bancone della reception in modo da avere una visione globale di tutti i servizi offerti dalla struttura e offrendo percorsi differenziati a seconda della problematica e della fascia di età; è nella reception che avviene la prima accoglienza e presa in carico del paziente. In questa area si potranno accorpare anche gli altri spazi di primo contatto con il pubblico (CUP, sportello unico distrettuale per scelta e revoca, esenzione ticket, assistenza sanitaria all’estero, assistenza integrativa, assistenza protesica, uffici informativi sulle diverse procedure per  commissioni invalidi, commissioni patenti ecc).  Gli spazi esterni, come già ipotizzato nelle richieste di tipo urbanistico, potranno essere aperti all’uso della città con forte valenza di comunicazione per avvicinare il cittadino/utente alla struttura sanitaria. L’integrazione viene favorita se il giardino della Cittadella non è un “cortile chiuso” , ma diventa un “parco urbano”.
  • Area clinica: comprende il nucleo delle cure primarie con prestazioni sanitarie di base , continuità assistenziale sulle 24 h., ambulatori infermieristici con annesso il centro di cure domiciliari (ADI), ambulatori di medicina specialistica, punti prelievo e di tecnologie diagnostiche di base, attività riabilitative, ambulatori per la diagnosi precoce (pap test, mammografia, colonscopia ecc.) con possibilità di completare i principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all’ospedale e per la gestione di patologie croniche attraverso l’integrazione dell’assistenza primaria coi servizi specialistici presenti. Sempre nell’area clinica potrà afferire parte della rete territoriale afferente all’area materno infantile (assistenza e prevenzione nell’età pediatrica e alle donne gravide); l’ambito della salute mentale e  delle dipendenze; ambulatorio di medicina sportiva; attività di prevenzione e promozione della salute: un punto di riferimento per la salvaguardia della salute degli immigrati.
  • Area sociale: comprende i Servizi sociali la cui presenza garantisce l’integrazione sociosanitaria per soggetti con patologie croniche o multiproblematici
  • Area dello staff: comprende uffici amministrativi, attività legata alla formazione e all’aggiornamento del personale, aree per conferenze o eventi pubblici 

 

Il Comitato della Cittadella della salute propone che questa ipotesi di riorganizzazione possa essere posta al confronto e alla discussione degli attuali attori del territorio (Direttore generale dell’ASST, direttore socio sanitario dell’ASST, Direttore sanitario dell’ASST, rappresentanti delle istituzioni, Associazioni affinché non si realizzi un modello calato dall’alto ma la proposta di un’idea partecipata e condivisa.

La bozza del documento è stata elaborata da Manuela Serrentino, Gabriella Ceraulo, Anna Renna, Giuseppe Callisto, Antonio Muscolino


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