Marco Rossi-Doria, Scuola. Educare quando tutto sta cambiando, Vita e Pensiero, 2026

Il libro “Scuola. Educare quando tutto sta cambiando” di Marco Rossi-Doria, pubblicato nel maggio 2026 da Vita e Pensiero, affronta la crisi d’identità e il ruolo della scuola pubblica italiana nell’era dell’intelligenza artificiale, del crollo demografico e della rottura del patto educativo.

Il saggio, arricchito dalla prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi, chiude formalmente la collana editoriale “Piccola biblioteca per un Paese normale” della casa editrice milanese. [1, 2, 3]

Contenuti principali del libro

Il saggio di Rossi-Doria (noto pedagogista, “maestro di strada” ed ex sottosegretario all’Istruzione) si sviluppa attorno a 243 pagine e tocca i seguenti nodi cruciali: [3, 4, 5]

  • La perdita di centralità dell’apprendimento scolastico: L’autore sottolinea che i “giovani sapiens” oggi imparano ovunque (attraverso l’IA, i video di YouTube e i social network). Sgancia quindi la scuola dal monopolio del sapere, definendola però l’unico spazio autenticamente universalistico e istituzionale in grado di trasformare quelle informazioni sparse in vera conoscenza.
  • La ricostruzione del “NOI”: Contro l’isolamento digitale, i compiti delegati alle macchine e le pulsioni narcisistiche moderne, il libro ribadisce che non si impara mai da soli. L’educazione è un processo collettivo e intergenerazionale che necessita di comunità concrete.
  • Il patto interrotto tra scuola e famiglia: Rossi-Doria evidenzia come sia venuto meno il tacito accordo del passato in cui i genitori sostenevano a priori l’autorità dei docenti. Oggi questo rapporto va ricostruito attraverso una vera e propria “negoziazione” aperta e consapevole, data la crescente complessità sociale. [1]
  • Le sfide sistemiche: Vengono analizzati i grandi fattori di instabilità attuali: il crollo demografico che svuota le aule, le crescenti disuguaglianze economiche e le risposte politiche e generazionali necessarie per non lasciare indietro le periferie e le fasce più deboli.

recensioni

  • Gian Antonio Stella (Corriere della Sera): Nella sua recensione culturale, il giornalista elogia l’analisi lucida di Rossi-Doria, evidenziando il valore civile del testo nel fotografare i punti di forza e le fragilità storiche della scuola italiana.
  • La critica della rivista Rocca: Ha accolto il libro come uno strumento prezioso di riattivazione politica e pedagogica, utile per superare l’impasse e lo smarrimento del corpo docente di fronte alle nuove tecnologie.
  • Il dibattito e le critiche dal basso (Insegnanti e Social): Sebbene la critica giornalistica abbia lodato l’approccio propositivo, una parte del mondo della scuola (come emerso anche nei commenti della comunità di docenti) accusa il saggio di un certo “idealismo” o “retorica pedagogica”. Alcuni ex insegnanti hanno fatto notare che soluzioni storiche caldeggiate dall’autore (come il tempo pieno per contrastare le disuguaglianze) si scontrano con una realtà fatta di calo di iscrizioni e con il rischio che la svalutazione dei contenuti disciplinari tradizionali a favore delle competenze digitali aumenti l’ignoranza generale. [6, 7]

dettagli della pubblicazione sul sito ufficiale di Vita e Pensiero

intervista all’autore su Focus Scuola.

[1] https://www.youtube.com

[2] https://www.focus-scuola.it

[3] https://www.uisp.it

[4] https://www.vitaepensiero.it

[5] https://www.uisp.it

[6] https://www.facebook.com

[7] https://www.facebook.com


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